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Lampadine ad incandescenza, le rimpiangeremo?
01/09/2009 - gab
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Con il 1 settembre i tradizionali bulbi ad incandescenza escono lentamente di scena. Si comincia dalle lampadine da 100 watt e poi via via tutte le altre. I risparmi di energia sono apprezzabili, ma ben poca roba rispetto ad altri possibili interventi di risparmio. La qualità della luce peggiora...

La storia della scienza narra che Thomas Edison non abbia inventato niente di nuovo, ma acquistato i diritti da da Heinrich Goebel, un orologiaio tedesco emigrato in America. 
Dal primo settembre la gloria di Edison, che tuttavia, bisogna riconoscerlo, perfezionò il funzionamento della lampadina ad incandescenza, sembra oscurarsi definitivamente.

Comincia oggi il capitolo conclusivo per l'era delle tradizionali lampadine, utilizzate da 131 anni per illuminare le nostre case.
Si parte con i bulbi da 100 Watt e poi piano piano tutte le altre: dal primo gennaio 2010 toccherà alle lampadine da 75 watt, a settembre del 2011 a quelle da 60 watt, e infine, un anno dopo, a tutte le altre (da 40, 25 e 15 watt). Da settembre 2012, le vecchie lampadine saranno una volta per tutte ‘in pensione’. Per adesso  i collezionisti o gli amanti della luce calda e avvolgente, potranno ancora acquistarle fino ad esaurimento delle scorte, ma diverranno sempre di più una rarità.

La legge risale al marzo scorso quando la Commissione europea ha adottato definitivamente due regolamenti che impongono l'introduzione di nuove tecnologie per l'illuminazione. La decisione e’ stata presa dopo un dibattito serrato: fino all’ultimo c’e’ stato chi ha opposto resistenza, ma la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha votato ‘no’ alla risoluzione dei contrari. Con l'impiego di lampadine a risparmio energetico, ha spiegato, “faranno risparmiare ai cittadini dell’Unione intorno ai 40 terawattora, l’equivalente del consumo elettrico nazionale della Romania, e tagliera’ le emissioni di CO2 di quasi 15 milioni di tonnellate l’anno”. 

Via libera dunque alle lampadine fluorescenti e incandescenti con tecnologia alogena o meglio ancora a quelle basate sui led. La presenza di 5 milligrammi di mercurio nelle lampadine fluorescenti, secondo Bruxelles, non è un pericolo per i consumatori. In caso di rottura del bulbo, infatti, basterà aprire le finestre e usare una pezza bagnata per pulire, facendo attenzione a non toccare direttamente la sostanza chimica. Una volta esaurite, invece di buttarle nella spazzatura, andranno riconsegnate al negoziante.

Le rimpiangeremo? Non certo per la scarsa efficienza, ma per la qualità della luce, un fatto di cui purtroppo nessuno sembra interessarsi. Le lampadine fluorescenti e quelle a led, rappresentano un grosso peggioramento con picchi di frequenze molto irregolari, sicuramente meno gradevoli e più dannose per la salute, come documenta il servizio di Terra Nuova di gennaio 2009.

Bisogna anche dire che l'azione politica plateale inciderà sicuramente sul bilancio delle emissioni, ma rappresenta un passo molto piccolo sul versante della sostenibilità. Ben altra rilevanza avrebbero avuto azioni sostanziali sulla riduzione dei consumi per il riscaldamento nelle abitazioni o per la riduzione dell'inquinamento da traffico veicolare.






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