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La libertà di non consumare ogm
23/09/2009 - F.G.
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(2382 letture)
Oltre ai problemi di natura ambientale, sanitaria e giuridica, l’introduzione degli ogm comporta anche difficoltà di tipo economico. Più che libertà di ricerca, quella evocata dai pro-ogm sembra dunque essere libertà di inquinare. Ecco come sostenere la rete Zero Ogm.

Fino ad oggi uno dei cavalli di battaglia del fronte pro-ogm è stata la libertà di ricerca e di mercato. Il movimento anti-ogm è accusato di limitare tali libertà e quindi di oscurantismo culturale e scientifico.

Ma è questa la verità delle cose?
Enrico Lucconi, direttore dell’Associazione sementieri mediterranei (Asseme), nell’audizione alla Commissione agricoltura e istruzione del Senato ha spiegato in modo chiaro l’impossibilità della coesistenza tra colture ogm e tradizionali, anche in caso di distanza notevole tra le coltivazioni.
Questo perché nessun confinamento può scongiurare un evento naturale come la contaminazione tra piante, come dimostra l’esperienza negativa di numerosi Paesi (Usa, Messico, Argentina, India, Spagna) dove si sono già registrati numerosi casi di inquinamento genetico nonostante le precauzioni adottate dagli agricoltori.

Un’eventualità che rende impossibile, nel caso di presenza di colture geneticamente manipolate, di produrre semi convenzionali non contaminati da ogm.
Preoccupazione analoga viene espressa dall’agroecologo Giuseppe Altieri, fondatore della rete Zero ogm, che sottolinea come «Oltre che dal punto di vista ambientale e sanitario, l’introduzione degli ogm solleva anche una questione di natura giuridica, poiché una volta riconosciuta l’elevata probabilità dell’inquinamento irreversibile del territorio, si tratta di stabilire quali dei due diritti dovrebbe prevalere: quello di chi desidera continuare a praticare l’agricoltura convenzionale o biologica o quello di chi vorrebbe produrre vegetali ogm»....

Sempre nell'articolo:

>> Scelte irreversibili
La decisione di stabilire quale delle due coltivazioni debba essere permessa non va riservata al solo legislatore. comunitario o nazionale, ma potrebbe essere motivo di consultazione popolare prima che le scelte siano irreversibili....

>> Il «cavillo» di Troia
La libertà di non consumare e coltivare ogm appare decisamente in pericolo anche per l’assenza delle associazioni dei consumatori e del mondo del biologico che si sono appiattite sulla posizione di una soglia di tolleranza...

>> La Carta di Montebelluna
Leggi il testo integrale...

La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Settembre 2009 di Terra Nuova disponibile anche nella versione eBook.

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