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Un bambino su 4 non consuma frutta e verdura
29/07/2009 - gab
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Dieta mediterranea addio. Secondo i dati Istat i giovani hanno perso la buona abitudine di consumare frutta e verdura a tavola, esponendosi maggiormente al rischio obesità e alle malattie cardiocircolatorie. Un terzo dei ragazzi è in sovrappeso: troppi zuccheri e bibite gassate!

Il fatto che un bambino su quattro non consuma ortofrutta a tavola almeno una volta al giorno conferma il progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea tra le giovani generazioni, con il crollo del 20 per cento dei consumi di frutta e verdura negli ultimi cinque anni. E’ quanto è emerso, sulla base dei dati Istat, nel corso della conferenza stampa di presentazione del protocollo d’intesa tra il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il Presidente della Coldiretti Sergio Marini, che prevede la sensibilizzazione dei giovani ad un corretto comportamento civico rispettoso dell'ambiente e delle tradizioni alimentari italiane.

La scorretta alimentazione  è, insieme alla minor attività fisica, una delle cause principali della crescente diffusione di casi di obesità e di sovrappeso che interessano in media un terzo dei ragazzi tra i 6 e gli 11 anni secondo l’indagine “OKkio alla Salute” condotta dall'Istituto Superiore di Sanita' nel 2008. Si tratta - sostiene la Coldiretti - dell’effetto del crescente consumo tra gli adolescenti di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate a scapito dei prodotti base della dieta mediterranea. L’aumento di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l'ipertensione, l'infarto e certi tipi di cancro, nei confronti delle quali la dieta mediterranea ha dimostrato scientificamente di essere particolarmente efficace nella prevenzione . Il rischio è che, dopo anni in cui la vita media si è progressivamente aumentata,  a causa delle malattie provocate dal peso eccessivo i giovani di questa generazione potrebbero essere i primi a vivere meno dei propri genitori.

Fonte: PrimaPress



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