Il Biologico contribuisce alle nuove sfide ambientali per le quali la Ue chiede sostegno alle Regioni. Ma nei Piani di Sviluppo Rurale (Psr) il Biologico è trascurato, i pagamenti sono calcolati male e arrivano in ritardo. L'Aiab chiede il ricalcolo dei pagamenti agro-ambientali e una strategia di politica agricola e sviluppo rurale che fissi obbiettivi di crescita del settore.
Da sempre avanguardia su temi come la salvaguardia ambientale e la mitigazione dei cambiamenti climatici, paradossalmente l'agricoltura biologica subisce gravi ingiustizie quando si tratta di finanziamenti stanziati per questi obbiettivi.
Nonostante quanto indicato nel Piano Strategico Nazionale, infatti, l'Agricoltura Biologica è pesantemente penalizzata con una diminuzione delle risorse a disposizione ed un peggioramento dei pagamenti riconosciuti nelle misure agro-ambientali.
Un'occasione per rivedere alcune lacune dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) è la modifica del programma di sviluppo rurale 2007 - 2013 in osservanza al Regolamento comunitario 74/09, insieme al "Recovery Package" in discussione in questi giorni.
Oggi l'UE con l'attribuzione di nuovi fondi, chiede alle Regioni di sostenere misure coerenti con quelle che sono state chiamate "nuove sfide": ad esempio, contrasto ai cambiamenti climatici e difesa della qualità delle risorse idriche.
Queste azioni le aziende biologiche già le fanno di prassi, utilizzandole come ulteriore valorizzazione delle produzioni (biodiversità) e come coerente percorso di rispetto ambientale e opportunità didattica (risparmio energetico).
Inoltre il regolamento comunitario 74/09 chiede maggiore attenzione al settore zootecnico, inspiegabilmente dimenticato da molti Piani Sviluppo Rurale regionali. Assistiamo, invece, all'avvio di misure specifiche a cui il biologico non può accedere. Non riconoscere un premio a chi quelle azioni già le fa come sistema, incentiverebbe l'uscita dal biologico, per aderire a misure spot la cui sommatoria, in termini di pagamento, risulterà superiore a quanto previsto per il biologico, ma sicuramente inferiore in termini di beneficio ambientale.
Nella richiesta di ricontrattazione dei PSR, lanciata da AIAB a tutte le Regioni, subito dopo l'approvazione dei Piani Regionali, si evidenziava la necessità di rivedere il sistema di calcolo delle schede giustificative. Purtroppo la Rete Rurale che doveva elaborare schede per omogeneizzare i pagamenti lo ha fatto su tutto ad eccezione del biologico.
Il metodo di calcolo, infatti, basato solo sul mancato reddito, non riesce a giustificare il reale valore dei servizi dati dall'agricoltura biologica ed ha portato ad una libertà interpretativa da parte di ogni Regione. Il risultato finale è una totale disomogeneità dei pagamenti fra le diverse Regione ed una generale riduzione rispetto alla programmazione precedente 2000-2006.
Ad aggravare una situazione di oggettiva di difficoltà, si aggiunge la gestione dei pagamenti condotta da AGEA su cui è necessaria una revisione urgente e azioni correttive per evitare il perseverare di ritardi, con il solo risultato di mettere ogni giorno sempre più aziende agricole in ginocchio.
L'Associazione Italiana Agricoltura Biologica, chiede maggiore attenzione al settore, sin da subito con il ricalcolo dei pagamenti agro-ambientali e con una strategia di politica agricola e sviluppo rurale che fissi obbiettivi di crescita del settore.