Secondo gli esperti della Commissione, infatti, i dubbi sulla sicurezza delle piante transgeniche sarebbero ancora troppi e la nazione non trarrebbe alcun beneficio dalla loro coltivazione. Anzi, i rapporti commerciali con i paesi occidentali, specie con l'Europa, subirebbero addirittura un danno. L’economista Abhijit Sen, fra i membri del panel, afferma infatti che la soia prodotta in India, ad esempio, viene esportata con un buon valore di mercato proprio perché Ogm-free. La Commissione non ha espresso invece obiezioni sugli organismi transgenici non destinati alla produzione alimentare, come il cotone, di cui l' India è il secondo produttore nel mondo, ma il governo sta valutando già da tempo se autorizzare o meno la coltivazione di altre varietà vegetali transgeniche, vista la forte opposizione dell’opinione pubblica per la mancanza di norme severe a tutela della salute e dell'ambiente. Il Comitato consultivo per l'ingegneria genetica (GEAC), l'agenzia che valuta la sicurezza degli Ogm, è stato spesso accusato di commistione con le aziende biotech, soprattutto dopo la decisione di autorizzare la coltivazione a scopo sperimentale di numerose piante transgeniche tra cui un tipo di melanzana, la BT brinjal. Il prodotto ha raggiunto la fase finale del processo di approvazione nonostante i risultati di uno studio condotto dal Professor Gilles-Eric Seralini che ha sollevato dubbi sulla sua sicurezza. La ricerca si basa sui dati confidenziali presentati dall'azienda Mahyco nella richiesta di approvazione e sottovalutati dalla GEAC. Documenti che sono stati resi pubblici solo dopo il ricorso presentato da Greenpeace alla Corte suprema.
Fonte: Fondazione Diritti Genetici