La data del 31 dicembre 2009 avrebbe dovuto segnare la fine delle buste di plastica per fare la spesa, ma ancora una volta, quasi sicuramente, le "sportine" sopravviveranno.
Nel decreto milleproroghe, già arrivato in Consiglio dei Ministri, viene varata la proroga di un anno per il divieto di commercializzazione dei "sacchi non biodegradabili per l'asporto delle merci", vale a dire i comuni sacchetti di plastica.
Quest'ultimi, secondo la Finanziaria 2007, dovevano sparire dal primo gennaio 2010, lasciando il posto ad appositi sacchi con "criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario".
Quel divieto che doveva entrare in vigore il primo gennaio 2010, ha dichiarato Francesco Ferrante degli Ecologisti Democratici, fu imposto con tre anni di anticipo proprio per dare il tempo all’industria chimica di riconvertirsi e adeguarsi agli standard più innovativi che la ricerca e proprio l’industria italiana hanno prodotto realizzando sacchetti in plastica biodegradabile provenienti dal mais.
Nel frattempo non mancano le iniziative della grande distribuzione, a testimonanianza che il risultato è immediatamente praticabile. Unicoop Firenze, prima catena della grande distribuzione in Europa, ad esempio ha abolito gli shopper in plastica passando totalmente ai sacchetti biodegradabili. A produrli è una cooperativa di Scarperia che trattava materie plastiche e che si è appena riconvertita ai prodotti «bio».
Fonte: Eco dalle Città