Porcini al cadmio, ovoli al piombo e champignon al boro. Una ricerca europea conferma che i funghi assorbono, in modo naturale, sostanze chimiche potenzialmente tossiche. La capacità dei funghi di fissare metalli pesanti assorbiti dal terreno è chiamata "fattore di accumulo" dato dal rapporto tra la concentrazione del metallo nel fungo e quella nel substrato di crescita. Non è chiaro però quale sia il limite oltre cui queste diventano nocive per la salute dell'uomo.
La risposta è nel rapporto 'Eur Report - Elementi chimici nei funghi superiori', edito dal Jrc della Commissione europea e presentato dall'Istituto superiore di protezione ambientale (Ispra). Lo studio - riferisce l'Ispra - parte dalla domanda su quale possa essere il livello massimo di sostanze consentite. Si analizzano cosi' le concentrazioni di 35 elementi chimici presenti in 9.000 campioni di funghi per definire i valori-limite oltre cui i metalli diventano dannosi per la salute dell'uomo e degli ecosistemi terrestri.
Nei porcini (Boletus edulis) e nell'ovolo (Amanita cesarea) il cadmio risulta presente a livelli limite, mentre la stessa specie degli champignon coltivati (Agaricus bisporus) allo stato selvatico contiene boro in quantità consistente.
Oltre a porcini e ovoli, c'e' poi il caso dell'amanita muscaria: l'unico essere vivente in natura a accumulare zirconio e uno dei pochi a concentrare il rarissimo vanadio. Ma se un fungo contiene un alto livello di piombo non vuol dire che sia il terreno a essere contaminato. Significa che e' il fungo a scegliere quali metalli assorbire. Cosa che ha portato i micologi a definire il ''fungo di riferimento'', ciascuna specie con i propri metalli pesanti. Ma quale siano i percorsi dei metalli nel corpo umano, afferma Carmine Siniscalco responsabile del progetto Speciale funghi di Ispra, ''non e' ancora chiaro''. Secondo i micologi dell'Amb, l' Italia possiede oggi una banca dati enorme: oltre 9.000 esemplari di funghi e 300 campioni di suolo. Un archivio unico in Europa che ha portato la Ue a riscrivere la normativa europea sui contaminanti nei prodotti alimentari.
Fonte: Ansa