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Il giardiniere ecologico
16/06/2009 - F.G.
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(4290 letture)
Curare un giardino senza mezzi motorizzati è possibile: con una semplice falce al posto del decespugliatore; rastrelli e scope al posto del soffiatore. Ce lo racconta Jonathan, che del giardinaggio ecologico ha fatto una professione. E una filosofia di vita.

Jonathan Clark ha 40 anni, è nato nel Regno Unito e da qualche anno lavora a Bologna come «giardiniere ecologico». Un’attività iniziata a Londra, dopo una laurea in geografia e commercio, e studi in orticultura e «disegno di giardini» presso la Royal Horticultural Society.

«A Londra spesso avevo un grande vuoto dentro, il mio lavoro non mi dava soddisfazione», racconta Jonathan. «È stato in quel periodo che un’amica che viveva in Italia mi ha raccontato la sua vita in questo paese. Sono rimasto sorpreso e affascinato e in un angolo della mia mente ho iniziato a covare l’idea di trasferirmi. Così dopo un anno ho preso la mia decisione, ho lasciato casa e lavoro e sono arrivato in Italia».

È stato a quel punto che Jonathan ha iniziato a lavorare come giardiniere e ha aperto la sua attività: «Ruoteverdi», un tipo di giardinaggio diverso dal normale, a dimensione cittadina, in cui i principi dell’ecologia, della sostenibilità edell’armonia si incrociano con la natura e con l’ambiente.

Jonathan, cosa vuol dire tutto questo nella pratica?
Manutenzione, potatura, taglio dell’erba, consulenza per giardini medio-piccoli, cortili e terrazze. Il tutto svolto seguendo i criteri del biologico e senza fare uso di benzina. Il mio giardinaggio non inquina, in nessun modo. Lavoro in modo silenzioso, senza coprire grandi distanze per i miei spostamenti. Tutti i miei clienti si trovano in un’area circoscritta al centro storico della città. Inoltre, chiaramente, non faccio uso di pesticidi o diserbanti, preferendo il biologico e altri metodi alternativi.

Che attrezzi usi?
Non uso nessun mezzo motorizzato. Quindi al bando il soffiatore e avanti rastrelli e scope. Al posto del decespugliatore uso una semplice falce. Non utilizzando benzina poi, non emetto alcun tipo di rumore forte, evitando inquinamento acustico. Tutto questo vuol dire principalmente un’esperienza più armoniosa per il cliente e anche per me stesso. Non avere il ronzio degli attrezzi motorizzati nelle orecchie, non respirare alcun tipo di fumi proveniente da attrezzi a motore, vuol dire davvero tanto.......

La versione completa dell'articole è disponibile nel numero di Giugno 2009 di Terra Nuova.

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