Terra Nuova
HomeHome   giovedì 2 settembre 2010 - 18.17.45
Cerca nel sito  
Articoli
 
Abbonamento e acquisti libri on-line...
Depressione: la malattia che non c’è
12/05/2009 - F.G.
Indietro Invia l'articolo ad un amico ... Stampa ...
(2137 letture)
Per vincere il più diffuso disturbo dei nostri tempi, più che le medicine, serve modificare le cause che a livello sociale e interpersonale l’hanno determinato.

Televisioni, giornali e medici parlano di depressione come di una «malattia» da curare. Le terapie? Dopo qualche timido accenno alla psicoterapia, si passa frequentemente e direttamente allo psicofarmaco. Sul mercato ce ne sono ormai parecchi; anche la depressione rientra a pieno titolo nel business e lo si può facilmente intuire dai numeri forniti dalla stessa organizzazione Mondiale della Sanità.

«Entro il 2020 la depressione salirà al secondo posto tra tutte le malattie che generano disabilità» dice l’Oms nell’ultima edizione del World Health Report, un rapporto periodico sulla salute mondiale. Quindi questa «malattia» si accinge a diventare un’epidemia di dimensioni enormi; tutti si chiedono cosa si può fare e quale farmaco somministrare, ma nessuno si domanda se ha veramente senso intrappolare questo variegato insieme di sintomi dentro un’unica onnicomprensiva definizione.

Che cos’è la depressione?
Basta infatti mettere in discussione il concetto stesso di depressione come malattia, per modificare completamente la prospettiva con cui essa viene valutata ed affrontata. Ad illustrare bene questo passaggio è il dottor Roberto Cestari, medico milanese presidente della sezione italiana del Comitato Internazionale dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo e allievo del professor Thomas Szasz, una delle menti più brillanti nel campo della psicanalisi.
«Ormai affermare che la depressione è una malattia è diventato una specie di slogan, un luogo comune – spiega Cestari – quasi che ci sia la necessità di indurre questa convinzione in maniera diffusa. Eppure la depressione non corrisponde a nulla di ciò che noi medici definiamo malattia; essa è soltanto il sintomo, non la causa della condizione. Se, per esempio, osserviamo che intorno a noi c’è un certo numero di persone stanche, non affermiamo che si tratta di malati di ‘stanchitudine’, perché la stanchezza non è che il sintomo e le cause possono essere tantissime e diverse. Lo stanco può essere tale a causa di una malattia al cuore o al fegato, perché non ha dormito o perché segue una dieta sbagliata. Lo stesso deve valere per la depressione: non si può identificare il sintomo con la malattia.....

Sempre nell'articolo:

>> Quali sono le cause?

>> Disagio sociale e personale.

>> Psicofarmaci...non solo effetti collaterali

>> L'ipotesi dello squilibrio biochimico

>> Cosa fare quando la tristezza non ha una sua ragione manifesta o non dipende da cause fisiche?

La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Tera Nuova - Dicembre 2005

Le nostre riviste: TERRA NUOVA e SALUTE E'

Acquista ultimo numero

Abbonati alla rivista

Acquista un arretrato

I libri di Terra Nuova Edizioni

Visita lo shop on line

ARTICOLI CORRELATI:
Non ci sono articoli correlati.
 
Le nostre riviste
I nostri libri
Newsletter
Il nostro shop
Links
I nostri sondaggi
Voce ai lettori  
Appena letti
Commenti
I più letti
I più recenti