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Il Wwf: no alla centrale a olio di palma
08/05/2009 - C.B.
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Il Wwf Lazio esprime "perplessità sull'incomprensibile scelta operata dall'Amministrazione locale in merito alla realizzazione della centrale ad olio di palma nel Comune di Guarcino", dice l'associazione.

Sostenere impianti basati sulla combustione di composti a base di carbonio, prodotti in paesi lontanissimi e a discapito delle foreste tropicali (i principali ecosistemi in grado di contrastare i cambiamenti climatici)- spiega l'associazione- significa optare per scelte politiche non in linea con le esigenze di sostenibilita' ambientale e con la tutela della salute dei cittadini". "Nonostante le Comunita' locali abbiano dimostrato da mesi una netta contrarieta' alla realizzazione di una centrale termica alimentata ad olio di palma, motivandone le ragioni- prosegue il Wwf Lazio- le stesse oggi rischiano di rimanere inascoltate e scavalcate, perdendo cosi' ogni autonomia decisionale sul proprio territorio. Questo nonostante tutte le normative e le politiche sia di carattere nazionale che comunitario siano volte a garantire la partecipazione della popolazione nei processi decisionali in materia ambientale, nonche' la riduzione delle emissioni di gas serra e alla salvaguardia della biodiversità". "L'idea di invogliare l'Amministrazione nel rilascio delle autorizzazioni di simili impianti a fronte di una mera illusione di offerta occupazionale- spiega il Wwf- appartiene ormai ad un tempo gia' passato, frutto di una cultura e di un retaggio di cui solo oggi vediamo purtroppo gli effetti devastanti nella Valle del Sacco". "Sarebbe interessante- dichiarano Vanessa Ranieri presidente Wwf Lazio e Riccardo Copiz consigliere Wwf Lazio- conoscere il costo energetico di tutto il ciclo produttivo della centrale di Guarcino, dalla trasformazione delle foreste tropicali in coltivazioni di palma, alla produzione e raffinazione dell'olio, al trasporto via nave fino ai porti italiani e via gomma fino all'impianto, anche al fine di conoscerne il rendimento effettivo, ma soprattutto il costo ambientale, inteso come impatto sul territorio e sulla salute dei cittadini". "Auspichiamo- concludono Ranieri e Copiz- che la Regione Lazio e gli altri enti locali coinvolti riflettano bene prima di continuare ad autorizzare nuovi impianti inquinanti, anacronistici e in contrasto con le piu' recenti strategie internazionali di sviluppo sostenibile, oltre che dannosi per la salute umana".

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