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Allevamenti intensivi di pesce: rischi e alternative
13/05/2009 - F.G.
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Spesso considerato come una scelta salutare rispetto alla carne, in realtà anche il pesce, soprattutto se allevato, presenta numerose problematiche. E non solo di natura etica...scopriamole insieme da vicino.

Qualche anno fa, la Commissione europea e l’Europarlamento si preoccuparono di fare il punto sugli allevamenti ittici e sulle loro condizioni. Il documento che ne uscì, frutto di una ricerca, sottolineò con preoccupazione l’eccesso di diossina riscontrato nei mangimi e l’uso intensivo di antibiotici in grado di accelerare la crescita. A rilevare una situazione preoccupante sono stati il comitato scientifico per il cibo (Scf) e quello per l’alimentazione animale (Scan), secondo cui le farine e l’olio di pesce sono i mangimi più contaminati dalla diossina. Sia i pesci di mare usati per realizzare questi mangimi, così come i pesci d’acqua dolce allevati che tali mangimi consumano, avrebbero un livello di contaminazione di diossina (e derivati) molto più alto rispetto alla carne di pollo, manzo, maiale e vitello.

Secondo il portavoce del commissario della Ue per la salute e la protezione dei consumatori, l’irlandese David Byrne, i maggiori rischi scaturirebbero dall’inquinamento del Mare del Nord e del Baltico, dove vengono pescate grandi quantità di pesce utilizzato per i mangimi degli allevamenti ittici. I pesci più a rischio di accumulo diossina sono quelli di pezzatura più grossa, come ad esempio il salmone, soprattutto se questo è allevato in vasche che ne restringono al massimo la possibilità di movimento. Anche l’Efsa, l’Ente europeo per la sicurezza alimentare, si è posta seriamente il problema dei contaminanti contenuti nei pesci  ’allevamento, come ad esempio i Pcb, i policlorobifenili, presenti in quantità che si raccomanda di diminuire o eliminare.

I pastoni a base di grasso di pesce pescato in zone inquinate sono la causa principale dell’accumulo di Pcb nei pesci allevati; un salmone è in grado di accumulare concentrazioni di Pcb 20-30 volte superiori a quelle che si trovano nel mangime stesso e nell’ambiente circostante. Inoltre, i pesci d’allevamento vengono velocemente e intenzionalmente ingrassati ed è proprio nel grasso che le sostanze chimiche si accumulano maggiormente.
I Pcb sono in grado di alterare il meccanismo di funzionamento degli ormoni prodotti dalla tiroide, sembrano interferire con lo sviluppo del sistema nervoso e sono stati classificati dalla Iarch (International agency for research and cancer) come probabili cancerogeni per l’uomo; occorre quindi fare molta attenzione.....

Sempre  nell'articolo:

>> I rischi dell'allevamento

>> Le alternative possibili

>> L'insostenibilità ambientale dell'eccessivo sfruttamento della fauna ittica

>> Box 1 - La classifica dei pesci più allevati e commercializzati

>> Box 2 -  Orata a confronto: da allevamento e pescata

>> Box 3 - Consigli utili per acquistare in sicurezza e competenza

La versione completa dell'articolo è diponibile nel numero di  Maggio 09 di Terra Nuova.

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