Dal 1 gennaio 2009, il Regolamento Ue 834/2007 consente anche nei prodotti biologici contaminazioni «accidentali » di ogm fino allo 0,9%, senza obbligo di segnalazione in etichetta. Superata la «soglia di tolleranza dei consumatori» che in questi anni hanno scelto l’alimentazione biologica proprio per evitare di ingerire ogm e pesticidi, la Commissione europea, non soddisfatta, ha avviato la procedura che potrebbe autorizzare le semine di due varietà di mais ogm.
Le Regioni stanno già preparando piani di «coesistenza» tra coltivazioni tradizionali e ogm, che in teoria dovrebbero proteggere le prime da eventuali contaminazioni grazie alla definizione di distanze, le quali però già in molti casi si sono rivelate insufficienti a tale scopo. La verità è che una volta autorizzate le coltivazioni di ogm in pieno campo diventa impossibile ottenere coltivazioni 100% libere da ogm, in contrasto con i diritti di (co)esistenza e libertà dei produttori biologici e dei consumatori, che non possono essere obbligati a mangiare ogm.
L’invasione barbarica degli ogm
Come per i residui «tollerati» di pesticidi e di altri inquinanti pericolosi per la salute umana e l’ambiente, l’introduzione di una soglia di tolleranza anche per gli ogm rappresenta l’ennesimo «Cavillo di Troia» per vanificare i controlli e sfuggire alle responsabilità verso il diritto alla salute dei cittadini e degli agricoltori biologici e tradizionali. Sono infatti sempre più numerose le segnalazioni dei rischi per la salute legati al consumo di ogm.
Eppure, il nuovo Regolamento sul biologico garantisce la possibilità di marchi privati «100% liberi da ogm» e consente agli stati europei di mantenere l’assenza di ogm nei prodotti biologici nazionali e contestualmente in quelli convenzionali. Inoltre, nel considerando 30 si legge: «A fini di chiarezza e di coerenza, occorre precludere la possibilità di etichettare come biologico un prodotto che deve essere etichettato come contenente ogm, costituito da ogm o derivato da ogm».
- Com’è possibile dunque, nel contempo, prevedere la possibilità di «nascondere » gli ogm estendendo la tolleranza senza etichettatura ai prodotti biologici?
- Può un tale regolamento essere legittimo, in mancanza di una norma nazionale di salvaguardia?
Se vogliamo salvaguardare i prodotti biologici e, con essi, tutta l’agricoltura italiana, è necessario vietare le coltivazioni ogm sull’intero territorio nazionale, introducendo responsabilità penali per chi contamina i prodotti biologici e le sementi. Già nel 1998, l’avvocato Druker dell’Alliance for Bio-Integrity, una coalizione di scienziati, leader religiosi e consumatori, che ha fatto causa alla Food and Drug Administration per ottenere test obbligatori di sicurezza e l’etichettatura dei cibi geneticamente modificati, affermava: «Se fosse stata detta la verità su ciò che è emerso dalle analisi degli scienziati, nessun cibo manipolato geneticamente sarebbe potuto entrare negli anni ’92/’95 nel mercato americano, che poi li ha esportati in Europa e in tutto il mondo, e la popolazione mondiale non sarebbe stata esposta a questo grave rischio. Si può quindi parlare di genocidio legalizzato».
(Articolo tratto da Terra Nuova Aprile 2009)
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