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I senza terra occupano le fazendas
17/04/2009 - gab
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Mobilitazione dei senza terra brasiliani per richiedere la realizzazione di una riforma agraria. 250 mila famiglie in attesa di un pezzo di terra.
Il ‘Movimento dei lavoratori rurali senza terra’ (Mst), che raggruppa circa due milioni di famiglie di contadini, ha dato inizio alla settimana annuale di mobilitazione per l’accelerazione della riforma agraria, intensificando le occupazioni di ‘fazendas’ (latifondi) e proprietà private.

Iniziative di protesta sono segnalate già in diversi stati del paese: nel Pernambuco, un gruppo di contadini ha occupato una fabbrica di canna da zucchero in disuso nel comune nord-orientale di San Lorenço da Mata. Si tratta di un impianto appartenente al complesso zuccheriero di Tiumá, abbandonato agli inizi degli anni ’90, di proprietà dell’azienda ‘Votorantim’, su cui pende dallo scorso anno un ordine di espropriazione e rassegnazione ai ‘sem terra’.

Nella ricorrenza del massacro di 19 contadini ad opera della polizia, il movimento – che ha da poco compiuto 25 anni - ha istituito la “giornata di lotta nazionale per la riforma agraria”. A 13 anni dall'accaduto, si legge in una nota, «i poveri nei campi continuano a essere bersaglio della violenza dei latifondisti protetti dall’impunità». 

I ‘sem terra’ hanno cominciato una marcia a piedi di 100 chilometri tra Jangada e Cuiabá, capitale del Mato Grosso, tra le principali regioni rurali del Brasile: invocheranno l’assegnazione delle terre incolte e la fine della monocoltura su vasta scala che minaccia l’agricoltura familiare e l’ambiente.

Il governo afferma di aver assegnato dal 2003 un totale di 43 milioni di ettari di terre a 520.000 famiglie contadine; il Mst contesta i dati sostenendo che la riforma agraria è rimasta invece paralizzata e che negli ultimi anni ne hanno beneficiato appena 163.000 famiglie, mentre 250.000 continuano a vivere ammassate lungo i bordi delle strade in attesa di un pezzo di terra.

Fonte: Slowfood.it


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