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Latte crudo: un allarme ingiustificato?
26/03/2009 - Admin
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Salve,
sono Tommaso e vi scrivo perché sono rimasto molto colpito dall'articolo "Latte crudo: un allarme ingiustificato" apparso sul vostro bellissimo giornale n. 236 del febbraio 2009.
Ho sempre apprezzato Terra Nuova per le informazioni che fornisce in ambito naturale, ecologico, biologico, sanitario alternativo, alimentare, vegetariano, animalista, ambientalista... insomma nell'intento di ricercare quell’armonia e quell’equilibrio che la nostra beneamata società sta distruggendo sempre di più. Ma sono rimasto sconvolto quando ho letto l'articolo a favore del latte crudo.
Io capisco che i produttori di latte devono lavorare e non possono decidere improvvisamente di cambiare lavoro, capisco che i dipendenti dei produttori di latte vivono di questo loro lavoro e capisco che ormai questa cosa sia entrata nella nostra società a tal punto che i bambini danno per scontato che "la mucca dà il latte" ma non sanno che, come ogni mammifero, come la loro mamma, anche la mucca, per dare il latte deve essere messa incinta, altrimenti latte non ne da più...
Dietro alla produzione di latte c'è talmente tanta crudeltà da far inorridire: vitelli fatti diventare anemici per ottenere la carne bianca, allontanati quasi subito dalle madri e uccisi in pochi mesi, mucche con mammelle enormi che le impediscono quasi di muoversi, somministrazione selvaggia di antibiotici, ormoni, anabolizzanti, tranquillanti (che per chi non lo avesse capito ci beviamo assieme al latte...), per non parlare del trasporto animali (in condizioni di caldo o freddo estremi) e della macellazione che avviene spesso ancora con animali in vita. Una mucca vivrebbe naturalmente all'incirca 20 anni ma dopo 4-5 anni si macella poiché la sua carriera lattifera è terminata.
Quando sento la definizione "produttori di latte" mi fa proprio incazzare perché ci si dimentica che il vero produttore di latte è un essere vivente che viene sfruttato senza ritegno per poi essere macellato in breve tempo, approfittando del fatto che mucche, capre e pecore sono animali miti: cari "produttori di latte", perché non provate a mungere una gazzella, un'antilope o meglio ancora una tigre... Vogliamo parlare della validità del latte?
Come si diceva prima l'assunzione del latte (a maggior ragione crudo) costringe l'uomo a bersi anche tutti gli ormoni, gli anabolizzanti, i tranquillanti e gli antibiotici che sono stati somministrati all'animale provocando spesso nell'uomo una resistenza agli antibiotici che annulla la loro efficacia di farmaci salvavita.
Qualsiasi medico che diagnostica un'allergia, se è un medico sano di mente, proibirà immediatamente l'assunzione di latte e latticini; il latte procura spesso in molti individui infiniti problemi intestinali (che spesso non si fanno risalire ad esso e si continua a bere latte per anni) e se proprio vogliamo saperne di più dobbiamo sapere che (udite udite) il latte favorisce l’osteoporosi in quanto essendo un prodotto animale acidifica in modo eccessivo il nostro sangue: quando ciò si verifica, il sangue assimila il calcio necessario dalle ossa, per aumentare l'alcalinità che combatte l'iperacidità provocata dal latte.
Ci sarebbe da scrivere un libro sui danni del latte ma concludo riportando una riflessione personale, che probabilmente non ha riscontri medici ma che mi ha fatto pensare: due persone che conosco, una di 35 anni e una di 50, si sono ammalate di artrite reumatoide (malattia incurabile degenerativa), entrambi erano grandi consumatori di latte.
In linea di massima la medicina ufficiale conferma il valore nutrizionale del latte ma fior di medici specialisti, dietologi e dietisti raccomandano di non bere latte in età adulta, cosa peraltro tipica dei soli paesi occidentali della terra: in Oriente dopo lo svezzamento non si beve più latte.
Quindi, per favore, cari responsabili, giornalisti e collaboratori di Terra Nuova, non pubblicate articoli a favore del latte perché vi rovinate la reputazione, siete in contraddizione e quindi, diventate poco credibili anche per tutte le altre cose che scrivete... e siccome ritengo che voi siate invece molto validi e professionali, desidererei continuare ad essere un vostro abbonato considerando il suddetto articolo come un "incidente di percorso".
Un cordiale saluto,
Tommaso C.

Caro Tommaso, condividiamo gran parte delle tue osservazioni sui rischi alimentari legati al consumo di latte e latticini, così come condividiamo le tue osservazioni sulla sofferenza degli animali allevati. Sono argomenti che abbiamo più volte trattato sulla rivista, sul nostro sito che nei libri da noi pubblicati, vedi i volumi Senza latte e senza uova di Giuliana Lomazzi e Pasticceria naturale di Pasquale Boscarello, dove vengono proposte più di 200 ricette di dolci senza latte, burro e uova. Allo stesso tempo però crediamo che essere dalla parte degli animali e sostenere l'alimentazione vegan non vuol dire ignorare le pressione dell'industria alimentare che fa di tutto, manipolazione dell'informazione compresa, pur di imporre abitudini alimentari oramai riconosciute nocive. L'obiettivo dell'articolo pubblicato sul numero di febbraio era fare chiarezza sulle menzogne montate ad arte per criminalizzare il latte crudo e sostenere la filiera corta (meno trasporti, meno petrolio, meno inquinamento), non certo vantare le qualità del latte, cosa che come affermi tu stesso sarebbe stato in contraddizione con la “filosofia” alimentare della nostra rivista. Attenzione quindi a formulare giudizi troppo frettolosi e soprattutto a cercare “nemici”, dove non ci sono. Siamo in pochi a cercare di costruire un mondo dove uomini, animali e piante possano vivere in pace senza inutili sofferenze e dobbiamo fare tutti lo sforzo di cercare il più possibile le cose che ci uniscono, non quelle che ci dividono.
Un caro saluto.


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