Se si cercano delle verità a volte vale la pena fare l’avvocato del diavolo. La domanda che ci siamo fatti è questa:
Chi ce lo fa fare di comprare velature con terre vegetali, pitture a base di calce, latte o uova?
Ce le dobbiamo forse mangiare?
Vogliamo fare a meno della petrolchimica, sappiamo che ne va della nostra salute. Ma per gli esterni, le mansarde, i sottoscala, le stanze meno vissute, vale la pena spendere soldi in più per i prodotti naturali?
E soprattutto, al di là di ogni velleità ambientalista, questi prodotti funzionano davvero?
Per sfidare ogni possibile ecologismo a priori siamo andati a chiederlo a chi se ne intende per davvero. La domanda non l’abbiamo girata al commerciante della ferramenta sotto casa, ma a chi esegue dei lavori di restauro e recupero di edifici storici.
Restauro e risanamento
Così abbiamo scoperto che c’è chi questi prodotti li sceglie, oltre che per amore, per necessità. «Se devi restaurare un affresco o un decoro a calce devi usare gli stessi prodotti di un tempo»: Marilena Meschiari, della D&D di Carpi, restauratrice di lavori importanti come il Teatro Asioli di Correggio o il Palazzo della Provincia di Reggio Emilia, ci racconta di quando anni fa, sotto la supervisione attenta di sovraintendenti, sul cantiere mescolava insieme uova, calce, caseina, olio per preparare i prodotti. Per sua fortuna oggi quei prodotti si possono acquistare. Perché il suo team di lavoro, al di là di ogni sovraintendenza, li considera fondamentali non solo per il restauro conservativo, ma in tutti i casi di risanamento degli edifici.
La versione completa dell'articolo, con l'intervista e i consigli utili per le finiture naturali, è disponibile nel numero di Aprile 09 di Terra Nuova.
Le nostre riviste: TERRA NUOVA e SALUTE E'
Acquista ultimo numero
Abbonati alla rivista
Acquista un arretrato
I libri di Terra Nuova Edizioni
Visita lo shop on line