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Due piccoli eroi anti-ogm
Ogni tanto capita che la storia si prenda gioco dei potenti di turno e così può accadere che due tranquilli agricoltori settantenni, Percy e Louise Schmeiser, riescano a mettere sotto scacco la Monsanto, colosso mondiale degli ogm.
La storia, che ha come sfondo le sconfinate pianure del Canada, ha inizio nel 1998, quando le piantagioni di colza da seme degli Schmeiser vengono contaminate da polline proveniente dai campi gm della Monsanto. L’arroganza della potente multinazionale è tale che anziché indennizzare i due agricoltori per il danno, li accusa di avere utilizzato senza autorizzazione le loro sementi.
La causa, che ha toccato momenti quasi comici, se la posta in gioco non fosse la biodiversità del Pianeta, ha visto all’inizio gli Schmeiser espropriati del loro raccolto e condannati a pagare 120 mila dollari di risarcimento alla Monsanto.
Armati dalla sola forza della ragione, i due coniugi non si sono arresi e hanno impugnato la sentenza, riuscendo dopo dieci anni di dibattimenti e ricorsi a ribaltare l’esito della prima sentenza, costringendo la Monsanto ad ammettere esplicitamente le proprie responsabilità.
Ma la sconfitta più grave per il colosso biotech è stata l’aver trasformato i due pacati agricoltori canadesi nei primi eroi globali anti-ogm.
Oggi, Percy e Louise girano il mondo per raccontare la loro storia e mettere in guardia dai pericoli delle coltivazioni ogm. «Non so quanti anni ho ancora davanti a me» afferma Percy Schmeiser «ma come nonno mi chiedo: che tipo di eredità voglio lasciare ai miei nipoti? I miei genitori mi hanno donato terra fertile e sana. Io vorrei fare altrimenti. Per questo chiedo a tutti di continuare a combattere per il diritto degli agricoltori a scegliere quali sementi utilizzare. Gli ogm non danno questa possibilità, perché non c’è barriera in grado di evitare che un polline modificato geneticamente arrivi nel tuo terreno e inquini le tue piantagioni. Ma cosa ancora più grave è la possibilità che pezzi di dna modificato si combinino nell’organismo di piante, insetti, animali, uomo compreso, dando luogo ad alterazioni imprevedibili e irreversibili. La mia esperienza personale è che la coesistenza tra ogm e agricoltura tradizionale, tanto più di quella biologica, è impossibile. Se oggi diamo spazio alle biotecnologie, domani non avremo più la libertà di tornare indietro. È per questo che consiglio ai paesi come l’Italia, dove è ancora possibile farlo, di fermare l’ingresso degli ogm, prima che sia troppo tardi».