Il ministro della Difesa, Hervè Morin, ha presentato un piano di risarcimenti che stanzia i primi 10 milioni di euro per il 2009. "Tredici anni dopo la fine dei test e la ratifica da parte della Francia del trattato che li mette al bando, era ora che il nostro Paese facesse i conti con la sua coscienza", ha dichiarato Morin in una conferenza stampa. Il ministro ha assicurato che il progetto di legge sugli indennizzi sarà presentato all'Assemblea nazionale entro giugno e introdurrà un meccanismo di indennizzi "giusto, rigoroso e basato sulla totale trasparenza".
Inizialmente potranno accedervi solo "poche centinaia" dei 150mila lavoratori civili e militari che presero parte ai test. Le richieste di danni, compresi quelli "morali o estetici", saranno esaminate da un comitato indipendente di di medici guidato da un magistrato che avrà sei mesi di tempo per formulare le sue proposte. In caso di accoglimento della domanda, il risarcimento sarà integrale. Le malattie contemplate sono le 18 - leucemie e tumori in primis - indicate dall'Onu come possibili conseguenze dell'esposizione ai test atomici. L'onere della prova ricadrà sul governo, che dovrà dimostrare che non vi sia collegamento tra i test e le malattie, e non sulle vittime. L'Associazione dei reduci dei test nucleari (Aven), che nell'ultimo decennio ha promosso la presentazione di una ventina di disegni di legge sugli indennizzi, si è detta soddisfatta. "Specialmente per il riconoscimento della causa di quelle malattie che non era mai stata messa nero su bianco", ha spiegato Michel Verger, che partecipò ai primi due test in Algeria. A febbraio 12 ex militari francesi si erano rivolti a un tribunale parigino per chiedere un indennizzo per i danni alla salute provocati dall'esposizione a un test atomico. I test nucleari sono stati fonte di imbarazzo per Parigi, soprattutto nel 1985 quando si scoprì che i servizi segreti francesi avevano affondato a Auckland una nave di Greenpeace, la Rainbow Warrior, che intendeva manifestare contro i test. Nel 1995 il presidente francese Jacques Chirac interruppe tra le polemiche la moratoria decisa nel 1992 dal suo predecessore Francois Mitterrand con gli ultimi sei test a Mururoa, prima dell'adesione al Trattato che li mette al bando.