E' quanto si legge in uno studio eseguito dai servizi di medicina preventiva e di anatomia patologica dell'ospedale Monaldi di Napoli. I medici hanno preso in esame le cartelle cliniche di 355 pazienti nel decennio che va dal 1997 al 2006 avendo il "fondato sospetto che l'aumento significativo dei mesoteliomi pleurici nell'area campana sia provocato dal grave inquinamento ambientale, indotto sul territorio a causa del deposito criminale di rifiuti tossici e nocivi, tra cui il silenzioso killer amianto, per il quale si raccomanda una scrupolosa bonifica dei siti riconosciuti inquinati".
"E' auspicabile una consapevole ed autentica tutela della salute - scrivono ancora i medici - considerando, soprattutto, che una appropriata prevenzione non richiede tanto la diagnosi precoce di un male, che è la conferma di una malattia già verificata, ma, piuttosto, il rispetto e la difesa della salute dell'ambiente nel quale viviamo per un futuro senza minacce".