Il premier Berlusconi ha annunciato il piano casa per l'edilizia, "un piano straordinario con effetti eccezionali sulla casa", promettendone l'approvazione al prossimo consiglio dei ministri. Tra le anticipazioni si parla di un intervento di edilizia popolare con un piano da 550 milioni concordato con le regioni e del via libera a un sostanzioso aumento delle cubature di tutto il patrimonio edilizio esistente. La manovra darebbe la possibilità alle Regioni che la accettino, di ampliare gli edifici esistenti del 20%, di abbattere edifici ( realizzati prima del 1989) per ricostruirli, con il 30% di cubatura in più, in base agli "odierni standard qualitativi, architettonici, energetici", di abolire il permesso di costruire per sostituirlo con una certificazione di conformità, giurata, da parte del progettista, di rendere più veloci e certe le procedure per le autorizzazioni paesaggistiche.
Le prime critiche arrivano dall´Istituto nazionale di urbanistica, che si mostra preoccupato riguardo all´incremento, indiscriminato e senza condizioni, del 20% degli edifici residenziali esistenti. Il pericolo è quello di peggiorare la già precaria qualità morfologica ed urbanistica delle città italiane, con ampliamenti e sopralzi casuali, legati alle occasioni e alle possibilità d´intervento, in deroga a qualsiasi regola che ogni città e ogni centro urbano hanno cercato faticosamente di darsi con i propri piani e i propri regolamenti, ponendo l´interesse pubblico come primo, fondamentale obiettivo da salvaguardare.
L´INU dichiara di appoggiare qualsiasi provvedimento che si muova nella direzione della semplificazione e nella trasparenza delle procedure edilizie nell´interesse di tutti i cittadini, senza tuttavia introdurre forme generalizzate di deregulation.
Sul fronte politico sono numerose le polemiche. Così Ermete Realacci: "Quello che serve ora è un vero piano casa per produrre edilizia di qualità legata al risparmio energetico e alla bellezza, per la riqualificazione dell’edilizia pubblica e delle opere di manutenzione urbana, per l’edilizia a basso costo.
L'effetto condono invece ci riporterebbe indietro di anni. Realacci ricorda che le precedenti sanatorie edilizie di Berlusconi hanno generato nel 2003 40mila nuove case illegali, con un incremento della produzione abusiva superiore al 41% tra 2003 e 2001. Lo stesso accadde nel 1994 grazie al condono Berlusconi-Radice: durante i mesi di discussione delle legge furono costruite 83mila abitazioni fuorilegge, cifra record per l’ultimo decennio e considerando che l’anno prima erano state 58mila, l’anno successivo scesero a 59mila.
«Per rilanciare l’economia e uscire dalla crisi, l’edilizia può svolgere un ruolo molto importante - continua Realacci -. E’ per questa ragione che abbiamo difeso il credito di imposta del 55% per gli interventi ambientali nell’edilizia, una misura di cui hanno beneficiato centinaia di migliaia di famiglie e che ha prodotto economia e occupazione nelle imprese del settore. ».
La Repubblica sostiene un appello promosso dagli architetti Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas e Vittorio Gregotti al quale hanno già aderito gli urbanisti Pierluigi Cervellati, Vezio De Lucia, Italo Insolera ed Edoardo Salzano. L'appello può essere firmato
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Fonte: Repubblica