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La lana tiene calde anche le case: il caso di Ascoli
09/03/2009 - C.B.
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La lana tiene caldi d'inverno e freschi d'estate, e non solo quando si parla di abiti, ma anche nel caso dell'isolamento termico delle abitazioni.

Un'innovazione nel solco della tradizione, un'iniziativa per la valorizzazione, il
recupero e il riutilizzo della lana in una prospettiva di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico. E' quanto prevede il progetto promosso dalla provincia di Ascoli Piceno e dall'Associazione provinciale allevatori (Apa) di Ascoli in collaborazione con l'azienda Isolana di Prato. Si tratta di un'idea "innovativa che permetterà non solo di individuare nuovi impieghi strategici per la preziosa fibra- segnalano dalla provincia picena- ma anche di utilizzarla per il coibentaggio, con la realizzazione di pannelli isolanti da istallare nei sottotetti o nelle pareti delle abitazioni". Di fatto, se fino a ieri la lana "poteva rappresentare un onere aggiuntivo per l'allevatore o per le aziende del comparto- segnala una nota- oggi, grazie a questo interessante intervento, si potrà evitare di mandare al macero le lane in eccesso utilizzandole piuttosto per realizzare un materiale specifico e assai resistente". La procedura prevede infatti che, dopo la tosatura delle pecore e la successiva raccolta delle lane, queste vengano inviate presso lo stabilimento Isolana di Prato, dove, dopo essere lavate in acqua tiepida e sottoposte ad alcuni passaggi tecnici (come la cardatura e l'agugliatura), saranno poi trasformate in pannelli di lana pronti per la posa in opera. Quelli prodotti da Isolana con il vello delle pecore picene sono tessuti per l'edilizia, costituiti da lana pura al 100% (senza aggiunta di resine, collanti ed altre fibre), da sistemare nelle soffitte delle abitazioni e negli edifici "che permetteranno di ottenere un considerevole risparmio economico ed energetico", segnalano dalla provincia di Ascoli Piceno. I pannelli, impermeabili all'acqua e capaci di termoregolazione e di depurazione dell'aria, sono dotati anche "di ottime capacità coibentanti, termoisolanti e fonoacustiche".
Sulla base, dunque, di queste caratteristiche fisiche e della evidente flessibilità, "risultano essere più adattabili di altri all'atto della posa in opera, ma anche assai resistenti al fuoco e scarsamente attaccabili da muffe, microrganismi e roditori". Senza dimenticare i prezzi, "alquanto contenuti". L'operazione, spiega l'assessore provinciale alle Attività Produttive Avelio Marini, "crea, di fatto, un valore aggiunto per l'attività dei nostri allevatori perchè un prodotto, altrimenti destinato ad andare perduto, si rivela nettamente più conveniente rispetto a prodotti analoghi realizzati su piccola scala, mettendo nel contempo in evidenza caratteristiche superiori rispetto ai tradizionali isolanti". Inoltre la realizzazione di pannelli isolanti termoacustici in lana naturale per l'edilizia "contribuirà da un lato alla valorizzazione delle produzioni nostrane in una prospettiva di sostenibilità
ambientale, dall'altro costituirà un incentivo per la produttività del comparto".

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