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Case come camere a gas
06/03/2009 - C.B.
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Le case palermitane nei mesi invernali si trasformano in 'camere a gas' con alti tassi di biossido di azoto e benzene e sono una delle principali cause di insorgenza di allergie nei bambini.
Questo è quanto emerge da uno studio del dipartimento di Biopatologia e metodologie biomediche dell'Università di Palermo e dell'Istituto di Biologia e immunologia molecolare del Cnr. Lo studio fa parte di un progetto biennale finanziato da Arpa Sicilia. L'indagine si è svolta su 2150 bambini palermitani, trecento dei quali seguiti tutto il giorno con dei badge-rilevatori, per individuare le cause principali della rinite e asma. Nei soggetti in cui le allergie si manifestano da piccoli, con problemi respiratori, è stata rilevata una stretta dipendenza tra la predisposizione genetica e l'esposizione ad alte densità di smog e fumo passivo. I risultati sono stati illustrati durante una convegno che si è svolto nella sede dell'Arpa Sicilia a cui hanno preso parte, tra gli altri, il rettore dell'Università, Roberto Lagalla e il direttore generale dell'Arpa Sicilia Sergio Marino.
"Questo studio è un esempio virtuoso - dice Marino - di come possono essere spese bene le risorse pubbliche. Duecentomila euro per quattro anni, per sostenere il lavoro di tre unitù e creare una rete di rilevamento dei pollini a disposizione di tutta la cittadinanza". 
Le zone con indici di inquinamento più alto, secondo lo studio, sono le aree dove si trovano le scuole medie Leonardo da Vinci, Marconi, Buonarroti, Boccone, Borgese, Gramsci, Vittorio Emanuele Orlando, Roncalli, Sferracavallo e Verdi. L'indagine ha evidenziato che le abitazioni in queste zone sono spesso più insalubri dello stesso ambiente esterno per la presenza alta di agenti nocivi (fumo, inquinamento da stufe, cattivo funzionamento delle caldaie, insufficiente aerazione degli ambienti) soprattutto in inverno. Un terzo del campione in inverno e un quarto in primavera è risultato esposto a livelli di biossido d'azoto superiori al limite massimo annuale previsto dalla World Health Organization (40 microgrammi/m3).  I ragazzi, che vivono in abitazioni in cui sono stati rilevati i valori più alti, per il 37% soffre di broncospasmo; il 65% di tosse notturna, il 18% di asma (una percentuale più che doppia rispetto agli altri studenti del campione). Confortante, invece, il dato sul fumo passivo. Solo otto casi su cento hanno mostrato valori altissimi di nicotina nei capelli.

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