E' la sentenza del processo di primo grado, aperto nel novembre 2004, che si è chiuso a Firenze per i danni ambientali causati nel Mugello dai lavori per l' Alta velocità tra Firenze e Bologna. Le pene più alte sono state inflitte ai vertici del Cavet, il Consorzio di imprese che ha avuto in appalto i lavori: 5 anni, di cui tre condonati con l'indulto, per Alberto Rubegni, presidente Cavet e anche ad di Impregilo (che ha il 75% di Cavet), per Carlo Silva e Giovanni Guagnozzi, rispettivamente consigliere delegato e direttore generale del Consorzio. Gli imputati, in tutto una cinquantina, erano responsabili e dipendenti Cavet, di ditte in subappalto, gestori di cave e di discariche, intermediatori per i rifiuti. Le pene inflitte dal giudice, Alessandro Nencini, riguardano solo l'illecito smaltimento dei rifiuti. Assoluzioni, invece, per le accuse legate ai danni alle falde acquifere e ai torrenti: le condotte sono state ritenute colpose e quindi non sanzionabili penalmente. Mentre per il furto d'acqua, altra imputazione, il giudice ha sollevato la questione di incostituzionalità. I risarcimenti sono stati riconosciuti per 50 milioni rispettivamente a ministero dell'Ambiente, Regione Toscana e Provincia di Firenze. Cifre più basse, da 5 a 25 mila euro, ad altri enti locali interessati ai lavori e ad associazioni ambientaliste. "E' una sentenza che non dispiace alla difesa. Il reato rimasto è quello di smaltimento illecito di rifiuti, ma penso che nei prossimi gradi di giudizio non reggerà", ha commentato l'avvocato Tullio Padovani, tra i legali Cavet. Mentre i risarcimenti, per la difesa "non hanno senso anche alla luce del fatto che l'accusa aveva disegnato le pubbliche amministrazioni anch'esse come inadempienti riguardo i controlli". Per uno dei magistrati che ha coordinato le indagini, Giulio Monferini, "l'impianto accusatorio è stato sostanzialmente confermato". Secondo Legambiente e Wwf la sentenza "riconosce la gravità del disastro ambientale", ma le associazioni ambientaliste sottolineano come non siano previsti risarcimenti per i cittadini del Mugello che si sono costituiti parti civili e come non siano state 'punite' le responsabilità per per il prosciugamento di torrenti e falde acquifere. La procura aveva chiesto condanne per oltre 180 anni di reclusione: le pene più alte, 10 anni, per i dirigenti Cavet. I danni ambientali erano stati stimati attorno ai 750 milioni di euro, per il disseccamento o l'impoverimento di 81 corsi d'acqua, 37 sorgenti, una trentina di pozzi e cinque acquedotti, l'inquinamento del territorio per i depositi di terre di scavo contaminate da idrocarburi. I lavori per la costruzione di 79 km di ferrovia, di cui 73 in galleria sono iniziati nel 1996 e sono ancora in corso: "sarebbero dovuti finire nel 2003", hanno ricordato i pm. Riguardo i costi, "dai 5.810 miliardi di lire iniziali - hanno aggiunto - si è arrivati a 4,8 miliardi di euro". "E' una sentenza severa - ha commentato il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini - di cui occorre prendere atto. In sede civile dovrà essere quantificata l'entità complessiva del danno. Ma il danno ambientale c'é stato".
Fonte: Ansa