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Biscotti: come cedere alla tentazione senza farsi male
24/03/2009 - Giuliana Lomazzi
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(3489 letture)
Gustosi, assortiti e appetitosi, i biscotti occupano un notevole spazio nei supermercati e negozi bio. Ma...occhio all'etichetta!

Scegliere all’interno di un’offerta tanto variegata non è solo questione di gola ma anche di benessere (psico)fisico. Ecco alcuni suggerimenti per l’acquisto.

I componenti fondamentali dei biscotti sono, come noto, farina di grano con o senza altri cereali, zucchero, un grasso alimentare, lievito. A questi si aggiungono tutta una serie di ingredienti destinati a rendere il prodotto più goloso: cioccolato in gocce o cacao, carruba, uvetta, mandorle o altri semi oleosi, creme, confetture, semi aromatici… Questa solleticante varietà rischia di indurci in tentazione e di spingerci, nonostante i buoni propositi, a fare come con le ciliegie.

Ecco perché prima di tutto va valutato il contenuto calorico, che non deve superare le 420 calorie per etto. Occorre poi esaminare i singoli ingredienti.

Inafferrabili grassi
Difficilmente viene dichiarata l’esatta natura dei grassi contenuti. Quelli idrogenati (non concessi nel biologico) vanno dichiarati in etichetta; per il resto, si parla genericamente di «oli e grassi vegetali non idrogenati», seguiti di rado da una specificazione (per esempio «olio di girasole»). Quasi sempre si tratta di olio di palma, molto apprezzato nell’industria perché ben lavorabile e conservabile, ma poco valido dal punto di vista dietetico. È meglio evitare i biscotti con grassi generici o con la margarina (vedi Terra Nuova di febbraio, pag. 20), preferendo quelli con olio extravergine o di girasole, ppure con burro, a patto però che queste sostanze siano contenute in dosi moderate, massimo 15 g su 100; verificare i dati dell’etichetta nutrizionale. In mancanza di questa, verificare sull’elenco degli ingredienti la posizione occupata dai grassi: più sono in fondo, meglio è. Bisogna poi considerare che alcuni prodotti sono più ricchi di grassi di altri: i biscotti di pasta sfoglia, per esempio (fino al 32%), ma anche quelli tipo «digestive». Pure le creme per le farce possono contenere molti grassi.

Sempre nell'articolo una breve esposizione circa:

>> Lo zucchero

>> Le farine

>> Il lievito

>> Gli aromi

La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Marzo 2009 di Terra Nuova.

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