Il primo a lanciare il sasso è stato Luca Fazio sulle pagine del Manifesto con un articolo fortemente critico sulla cosiddetta «Coalizione Liberi da ogm», i cui membri sono stati definiti «brutti e addormentati» di fronte al tentativo di invasione barbarica degli ogm. Eppure c’è poco da stare addormentati: il nuovo regolamento Ue, dal 1° gennaio 2009 consente anche negli alimenti biologici una contaminazione «accidentale» di ogm fino allo 0,9%, senza peraltro l’obbligo di segnalazione in etichetta.
Stupisce l’immobilismo delle associazioni di settore che sembrano aver accettato con rassegnazione la tolleranza di ogm nel biologico, confondendola erroneamente con il limite tecnico di rilevabilità (LOD), mentre in realtà lo 0,1% è solo il limite di precisione della quantità di ogm presente in un campione di analisi (LOQ). Si tratta di una soglia «illegittima», in quanto non rispetta il principio di precauzione, né tanto meno il diritto di informazione (garantito dal trattato Ue) per la libertà di scelta che contribuisce a «nascondere» gli ogm negli alimenti (e la verità), aprendo in tal modo le porte a possibili «commistioni» tra coltivazioni naturali e ogm.
Per superare l’inazione degli organismi deputati alla difesa del biologico e della biodiversità nei confronti degli ogm, si è andata formando negli ultimi mesi un fronte variegato di agricoltori, tecnici, medici, scienziati e consumatori riuniti dietro la bandiera della «Tolleranza zero per gli ogm nel biologico»...
L'articolo affronta i passi compiuti fino ad oggi dalla battaglia contro gli ogm gettando infine il quadro delle future mosse da intraprendere, al fine di ostacolare l'invasione degli organismi geneticamente modificati.
La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Marzo 2009 di Terra Nuova.
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