La televisione ha un effetto spesso negativo sull’evolversi dei costumi sociali e dei comportamenti, soprattutto per le fasce di popolazione più esposte come i bambini e gli adolescenti. Su questo tema esiste ormai molta letteratura scientifica e gli esperti hanno da tempo messo in guardia le famiglie.
Ma tante ore trascorse davanti alla tv possono avere serie ripercussioni anche di carattere fisico, conseguenze permanenti a carico del sistema nervoso e neuroendocrino.
Ad attestarlo sono alcuni studi recenti che associano l’eccessiva esposizione allo schermo a disturbi di iperattività e deficit di attenzione e a fenomeni quali quello della pubertà precoce.
Alla condizione di iperattività associata a carenza di attenzione è stato dato il nome di Adhd, discussa e criticata diagnosi sulla base della quale vengono somministrati, ora anche in Italia, psicofarmaci ai bambini. Secondo le stime ufficiali (contestate dalla campagna Giù le mani dai bambini, sostenuta dalla Rai e dal quotidiano nazionale La Stampa), in Italia l’Adhd colpirebbe fino a 8 bambini su 100 in età scolare, con il conseguente mercato di psicofarmaci che in base alle ricette di quattro regioni (Veneto, Liguria, Toscana e Piemonte) sarebbero prescritti all’1,7
per mille dei giovanissimi, in particolare nella fascia d’età tra i 14 e i 18 anni....
Sempre nell'articolo:
>> Tv e Adhd
>> Tv e pubertà precoce
>> Bimbi senza tv
>> Cosa fare? Consigli utili e facili indicazioni da seguire
La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Marzo 2009 di Terra Nuova.
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