Fondamentale per la nascita dell'agricoltura in Europa, infatti, coltivato già 23 mila anni fa sulle rive meridionali del lago di Tiberiade in Galilea diffondendosi, poi, in tutta l'area mediterranea. Sostituito, a poco a poco, dal più produttivo farro e, successivamente, per effetto delle colture intensive, completamente dimenticato; fortunatamente il seme si è conservato in alcuni luoghi come le Alpi di Provenza dove recentemente ha ottenuto l’Indicazione geografica protetta. Da un paio d’anni viene coltivato a Cigole (BS) su alcune decine di ettari dall’Antica Terra, cooperativa agricola che promuove la coltivazione, trasformazione e commercializzazione di cereal i antichi e persegue fini sociali, occupandosi dell'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Trattandosi di una specie con ottima resistenza naturale a malattie e stress, bassa necessità di concimazioni e spiccata adattabilità questo cereale merita di essere rimesso a coltura. Tutte caratteristiche idonee per l’agricoltura biologica e a basso input. Utilizzato per preparare diversi prodotti alimentari tra cui birra, pane, ravioli, pasta e biscotti, il Monococco potrebbe essere impiegato, con successo, anche nell’alimentazione dei bambini, grazie alle caratteristiche di sapore e alla ricchezza dei suoi nutrienti; per la sua eccezionale ricchezza in proteine, vitamine e carotenoidi, per l’elevato contenuto in zinco e ferro, sul piano nutrizionale, si differenzia dal frumento, sia tenero che duro. Il Monococco presenta anche un bassissimo contenuto di glutine (solo il 3%). La ricerca ne sta valutando le proprietà per il consumo anche da parte dei portatori di p! articolari patologie, come il morbo celiaco, il diabete, alcune forme di cancro e diverse allergie alimentari.