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Cala in Italia la domanda di energia elettrica
16/02/2009 - C.B.
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Nel mese di gennaio 2009 la quantita' di energia elettrica richiesta in Italia, pari a 27,3 miliardi di kilowattora, ha fatto registrare un calo del 8,5% rispetto ai volumi richiesti a gennaio dell'anno precedente.
"Un simile calo della domanda elettrica mensile fu registrato 34 anni fa, precisamente nell'agosto del 1975 con un -7,6%. Il profilo di gennaio, inoltre, ha registrato un calo dello 0,4% rispetto al mese di dicembre 2008". Questi i dati di sintesi diffusi da Terna. "Il pesante calo dei consumi elettrici di inizio anno-precisa Terna- riflette la perdurante fase di debolezza della produzione industriale che, per il mese di gennaio, ha mostrato una flessione a due cifre secondo i dati del Centro Studi Confindustria".
Il risultato "ha risentito con segno contrapposto di due fattori- precisa una nota della società incaricata del dispacciamento dell'energia elettrica- due giornate lavorative in meno rispetto a gennaio 2008 e di una temperatura media mensile più fredda di un grado e mezzo". A parità di calendario e temperatura, "la variazione della domanda elettrica sarebbe pari a -8% (dato normalizzato)". A livello territoriale la variazione della domanda "è alquanto differenziata sul territorio nazionale, ma ovunque negativa- spiega Terna- -9,7% al Nord, -8,6% al Centro e -6,2% al Sud".
A gennaio 2009 il fabbisogno italiano di energia elettrica è stato coperto per l'85,9% con la produzione nazionale, e per il restante 14,1% con il saldo tra le importazioni e le esportazioni, precisa Terna. In dettaglio, la produzione nazionale netta (24 miliardi di kWh) "è diminuita del 10,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. In calo la produzione termoelettrica (-16,8%) e geotermoelettrica (-8,6%)- si legge nella nota Terna- in crescita, invece, la produzione idroelettrica (+35%) ed eolica (+1,9%)". L'andamento negativo dei consumi elettrici "non andrà a incidere sulle attività di sviluppo della rete previste da Terna", precisa la società. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas infatti, riconoscendone la natura infrastrutturale, "ha introdotto un meccanismo di 'mitigazione' del rischio connesso alla prevista diminuzione dei consumi di energia elettrica". Il meccanismo, attraverso una "franchigia" di +/-0,5%, "rende anelastici i ricavi tariffari di Terna rispetto all'andamento del fabbisogno elettrico garantendo in questo modo la continuità degli investimenti di sviluppo che la societ. ha programmato per potenziare e ammodernare la rete di trasmissione nazionale (2,6 miliardi di euro sul totale di 3,4 miliardi dal 2009 al 2013)".

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