Secondo l'ultimo rapporto di Greenpeace dal 1996 al 2006 ben 10 milioni di ettari - un'area pari a un terzo l'Italia - sono stati tagliati a raso a causa dell'allevamento bovino. Oggi il Brasile, che possiede la mandria commerciale più grande del mondo, è il principale esportatore di carne e pelle bovina. Inoltre, il governo brasiliano entro il 2018 intende raddoppiare la propria capacità di esportare questi prodotti.
Il Brasile, come emissioni di CO2, è il quarto paese più inquinante al mondo. In un paese in cui il 75% dei gas serra (GHG) emessi dipendono proprio dalla deforestazione, il governo dovrebbe prendere misure drastiche per fermare anziché stimolare l'espansione delle attività legate all'allevamento.
Il prossimo dicembre, i leader del mondo intero si incontreranno a Copenhagen per la negoziazione delle Nazioni Unite per il Clima più importante di tutti i tempi. Considerato che la distruzione delle foreste tropicali è responsabile di ben un quinto delle emissioni di gas serra a livello globale qualsiasi accordo per salvare il pianeta dal cambiamento climatico dovrà includere misure per fermare la deforestazione.
Il rapporto di Greenpeace "
Amazzonia Arrosto" delinea, inoltre, le misure che il governo brasiliano deve mettere in atto per raggiungere l'obiettivo di "Deforestazione Zero" entro il 2015, anno in cui le emissioni di gas serra a livello globale dovranno iniziare a calare drasticamente.
Fonte: Greenpeace