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Se i bambini diventano cavie
18/02/2009 - F.G.
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Inchiesta shock sulla sperimentazione di nuovi farmaci per i più piccoli effettuata sui bambini stessi. Dalle "prescrizioni leggere" da parte di alcuni pediatri, al coinvolgimento dei paesi più poveri dove le procedure e i controlli sono più "elastici"...

Nell’ultimo anno si è intensificata enormemente l’attenzione dei media su una necessità che prima non veniva avvertita dall’opinione pubblica: quella cioè di avviare sperimentazioni cliniche sui bambini per testare e mettere in commercio farmaci adatti a loro. Gli esperti, le associazioni, i giornali e le tv ne hanno cominciato a parlare con assiduità da quando l’Unione europea ha approvato uno specifico regolamento nel 2007, contenente una combinazione di incentivi alle aziende farmaceutiche e di requisiti per autorizzare farmaci destinati ai più piccoli.

Efficacia e sicurezza
In concomitanza con l’emersione di quello che oggi viene avvertito come un «grosso problema per il quale non può essere rimandata la soluzione», sono venuti a galla anche dati di cui per lungo tempo l’opinione pubblica non era stata messa al corrente. Ad esempio, secondo i dati dell’Istituto di ricerche farmacologiche «Mario Negri», la maggior parte dei farmaci somministrati ai più piccoli non è stata prodotta a questo specifico scopo (utilizzo off-label), spesso i dosaggi sono inappropriati e manca una seria documentazione sulla loro efficacia clinica e sulla loro sicurezza.

È vero, purtroppo, che la maggior parte dei genitori e delle famiglie non ha mai ricevuto questa informazione dai pediatri di base. I farmaci maggiormente utilizzati sono antibiotici e antiasmatici, presenti nell’80% delle prescrizioni mediche. Eppure, sempre secondo il «Mario Negri», le patologie per le quali vengono utilizzate tali sostanze non sono così frequenti da giustificare
gli oltre 5 milioni di euro spesi in un anno e le centinaia di migliaia di confezioni prescritte a bambini che spesso hanno meno di un anno di età. Sono infatti rari i bimbi che arrivano al loro primo compleanno senza avere mai assunto antibiotici, antiasmatici e corticosteroidi sistemici.

Altri dati emersi dicono che il 72% delle prescrizioni è firmato dai pediatri di base e il 26% da medici generici, e che vengono prescritti 645 principi attivi corrispondenti a 2.813 specialità farmacologiche. Eppure, come ha sostenuto più volte anche il dottor Maurizio Bonati del «Mario Negri», basterebbero 20 principi attivi per soddisfare i più frequenti bisogni terapeutici dei bambini........

La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Febbraio 2009 - Terra Nuova.

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