In un momento in cui neve e ghiaccio stringono la Lombardia in una morsa con pochi precedenti, la Lega per l´Abolizione della Caccia chiede a tutti gli organi competenti di disporre l´immediata sospensione dell´attività venatoria. "Non basta infatti l´automatica interdizione della caccia su terreni coperti dalla neve, prevista dalla normativa quadro - spiega la Lac - in queste circostanze meteorologiche si creano a volte delle zone con terreno libero, per esempio declivi ripidi ed esposti a sud, dove gli animali si concentrano e dove vengono perseguitati dai cacciatori. Questi "sportivi" non esitano ad approfittare dello sfinimento indotto dall´inverno nelle loro prede e, se la caccia non viene vietata in toto, costringono comunque le potenziali vittime a spostamenti incessanti per fuggire, al costo di preziose energie. La morte per sfinimento o inedia è dietro l´angolo, per la fauna selvatica in questa stagione, e in un territorio come quello lombardo, dove gli spazi naturali sono ridotti all´osso, e´ necessario allontanare almeno lo spettro della caccia». La legge nazionale sulla caccia 157/92 vieta la caccia sulla neve (con eccezione dell´arco alpino), quando ricopre più della metà del terreno a vista d´occhio, ma il vice presidente regionale del Wwf Liguria, Guglielmo Jansen, spiega: «Le popolazioni di uccelli selvatici, a causa delle proibitive condizioni climatiche si sono spostate lungo la fascia costiera dove trovano temperature più miti e soprattutto riescono ad alimentarsi. Purtroppo in queste aree gli uccelli, invece di avere a disposizione un ambiente naturale dove potrebbero trovare riposo e cibo, trovano ad aspettarli i cacciatori che in questi giorni abbattono un numero di animali superiore a qualsiasi previsione. Ma siccome non basta questo tipo di caccia in questi giorni cosi difficili per la nostra fauna selvatica si permette di abbattere gli uccelli anche al tramonto quando vanno a dormire. È un´attività consentita dalle legge ma in questi giorni la caccia chiamata al "rientro" significa che i cacciatori aspettano gli uccelli che rientrano prevalentemente dalle zone di alimentazione, generalmente oliveti, nelle aree boschive dove vanno a dormire al tramonto; in questo momento gli animali sono particolarmente vulnerabili e vengono facilmente abbattuti».
E´ urgente adottare provvedimenti che tutelino la fauna, come la sospensione dell´attività venatoria, proprio perché la perdita di biodiversità in Italia è sempre più grave. Briciole dolci e pezzetti di grasso da mettere su davanzali e balconi per aiutare gli uccelli a resistere a gelo e neve.
Intanto la Lac denuncia che la provincia di Genova ha riaperto «alla chetichella», dall´1 gennaio alla metà di marzo la caccia a femmine e giovani di capriolo di età inferiore ad un anno di vita. In realtà si tratta di abbattimenti selettivi, ma secondo gli animalisti così l´assessore Renata Briano, «consente per la corrente stagione venatoria anche l´esercizio della caccia agli ungulati su terreno innevato (incluso pertanto il capriolo). La Regione Liguria tuttavia non rispetta la legge nazionale confidando che nessun giudice sollevi la questione di costituzionalità della deroga regionale illegittima, varata alcuni anni fa, a cui le province di Genova e Savona si sono subito adeguate senza ritegno. È una vera vergogna che in questi giorni di forte difficoltà di alimentazione per la fauna selvatica, inclusi i caprioli, causata dalle gelate e soprattutto dalle scarse possibilità di accedere ad aree con vegetazione erbosa ed arbustiva, sia consentito ai soliti 2/300 privilegiati "selecontrollori" di abbattere con carabina e cannocchiale di mira gli animali che si trovano in queste palesi situazioni di rischio e svantaggio».
Fonte: Greenreport