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Una campagna per far rinascere i contadini
20/01/2009 - gab
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(2808 letture)
Una campagna popolare per una legge che riconosca l'agricoltura contadina e liberi il lavoro dei contadini dalla burocrazia.

Il 17 gennaio è partita ufficialmente una nuova campagna con raccolta di firme organizzata da cinque organizzazioni: Consorzio della Quarantina, Civiltà Contadina, la Rete Bioregionale Italiana, associazione Antica Terra GentileCorrispondenze e Informazioni
Rurali
. Oltre ai promotori, finora sostengono
la Campagna il collettivo
Critical Wine / Terra e Libertà di Genova, la rivista Terra Nuova, il sito www.ruralpini.it

Da quando la figura di chi lavora la terra è stata istituzionalizzata e resa, da anni di leggi, definitivamente e regolamente "imprenditore agricolo", le piccole e piccolissime fattorie rurali hanno gradualmente ceduto il passo: chi chiudendo, chi vendendo, chi evolvendosi in azienda più grande per sopravvivere. Altre cose sono cambiate e hanno preso forma e nomi nuovi. La terra fertile non esiste più, ora è chiamata, in burocratese, SAU (superficie agricola utile). Assieme al trattore e ai suoi attrezzi l'agricoltore non può fare a meno di avere al suo libro paga un commercialista, un esperto di finanziamenti statali, un geologo e altri professionisti vari che avallano le sue pratiche firmandole, perché la burocrazia è diventata parte della sua attività lavorativa quotidiana. Il suo mercato non è più la piazza di paese o di rione ma è la "filiera", corta o lunga che sia, ma di rado l'agricoltore vede il viso di chi mangerà i suoi prodotti. 

Le sue sementi, di "altra" qualità ibrida, non sa nemmeno che genetica contengano e non le può possedere o riseminare ma le deve ricomprare ogni anno. E se usa antiparassitari e concimi chimici dovrà possedere una profonda conoscenza di studi farmaceutici per distrigarsi nella lettura delle schede tecniche e comprendere tutti gli effetti collaterali che hanno quei prodotti sulla sua salute. Pochi sanno ad esempio che molti di questi portano all'infertilità. Ogni fase del suo lavoro è regolata da articoli di legge che una commissione agricoltura che si riunisce a Bruxelles, fatta di persone che non sanno "cos'è un campo di grano", gli hanno scritto. Tutto ciò ha prodotto una nuova generazione di lavoratori della terra, profondamente diversa da quella del passato, che non può fare a meno di ampie superfici coltivate con una sola specie (monocoltura) e che cerca di vivere producendo molto ma a basso costo, anche perché i loro clienti, spesso grandi gruppi commerciali, di più non offrono e il prezzo lo fanno loro.

Tutto ciò ha chiuso le porte alla contadinanza di piccola scala, quella che ha a disposizione piccoli appezzamenti e ha solo "mercato di piccola scala" per i suoi prodotti. L'agricoltura contadina e i contadini hanno semplicemente cessato di esistere, sostituiti dagli impreditori agricoli che vivono anche grazie ai finanziamenti della comunità europea.  

I promotori della campagna vogliono invece far rinascere sia i contadini sia un modello nuovo di agricoltura contadina, non per nostalgia, ma nella certezza che si può fare di meglio sui campi di ciò che si fa ora. 

Sul sito è possibile leggere il testo integrale della petizione, firmare la propria adesione on line come pure scaricare un modulo per far firmare.

Per maggiori informazioni:













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