Per gli antichi Egizi, che la consideravano una pianta sacra, la cicoria era addirittura una panacea; in effetti la sua è un’azione regolatrice un po’ di tutti i processi del metabolismo.
La si può utilizzare, un po’ come tutte le piante medicinali, sotto forma di infusi, decotti o tinture, ma anche semplicemente, benché con effetti più blandi, consumandola come verdura cotta, bevendone l’acqua di bollitura o in insalate.
Quando il sole accende la freccia del Sagittario, l’impulso alla vita, che avevamo visto emergere dalla terra a primavera, si fa sotterraneo, il sole si immerge nell’oscurità fino al solstizio d’inverno. Nelle lunghe notti di dicembre il sole del Sagittario brucia a fuoco lento la massa marcescente dei cascami vegetali fino alla loro calcinazione, fino ad estrarne il sale, l’essenziale, il nutrimento per la prossima generazione di piante.
Nel nostro organismo è il fegato a svolgere queste funzioni, è lui il crogiuolo alchemico capace di sciogliere gli alimenti nei loro elementi essenziali e di coagularli in nuova vita, di trasmutare il cibo in energia vitale. È lui il nostro “sole sotterraneo”, il fuoco moderato che alimenta i processi metabolici.
Se il sole sfolgorante nel cielo del Leone corrisponde analogicamente e astrologicamente al cuore che irradia calore in tutto il corpo, possiamo considerare il fegato, il calore temperato del crogiuolo epatico, come quello di un sole in seconda. Così, in effetti, per massa di energia radiante, gli astronomi considerano il pianeta Giove, governatore di questo segno: come un sole mancato.
Fin dall’antichità la cicoria selvatica, antenata di tutte le cicorie da orto, è stata considerata un’amica del fegato. Noi, oggi, per via della sua stretta parentela con scarole, indivie, radicchi e catalogne, tendiamo a considerarla solo un ortaggio, ci siamo un po’ dimenticati delle sue virtù medicinali, che oltre ad essere valide hanno anche il pregio di essere proprio a portata di mano.
La cicoria è una pianta comune, ampiamente diffusa lungo i bordi delle strade e dei sentieri di campagna, nei prati, negli incolti; è una pianta erbacea, di dimensioni umili, che si fa incontrare molto facilmente, una pianta gioviale che ci attira con i bei fiori a raggiera di un azzurro intenso.
SCHEDA SINTETICA: Cicoria selvatica (Cichorium intybus L.)
- Famiglia: Compositae.
- Simbologia planetaria: Giove, Sole.
- Parti utili: la radice e le foglie.
- Principali costituenti: glucosidi amari, inulina, aminoacidi liberi, vitamine B, C, K, P, sali minerali.
- Proprietà medicamentose: amaro-toniche, digestive, depurative, colagoghe e coleretiche, diuretiche, lassative, disintossicanti.
- Impiego terapeutico: insufficienza biliare, congestioni epatiche, atonia gastrica e digestiva, iperglicemia, pletora e uricemia, reumatismi, gotta e artritismo, stipsi, ritenzione drica, dermatosi.
Come si usa
>> Decotto: far bollire per cinque minuti 35 grammi di radice in un litro d’acqua; lasciare riposare
per 15 minuti. Berne una tazza prima dei pasti.
>> Infuso: 35 grammi di foglie fresche in un litro d’acqua, berne una tazza prima dei pasti.
>> Tintura Madre: 40 gocce 3 volte al dì.
Articolo tratto da Salute è, supplemento mensile Terra Nuova Dicembre 2009.
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