Già duemila anni prima di Cristo il greco Galeno affermava che le «donne allegre guariscono prima di quelle tristi». Da Rilke ad Aristotele, da Freud a Palazzeschi, nel corso dei secoli letterati, filosofi e scienziati da sempre hanno indagato i poteri della risata, la stessa che avrebbe seppellito i potenti secondo un noto slogan anarchico del secolo scorso.
Recentemente qualcuno ha iniziato a parlare nuovamente dei poteri benefici del ridere. Tredici anni fa il medico indiano Madan Kataria è partito da una sorta di esperimento, riunendo alcuni volontari e familiari in un giardino pubblico di Mumbai, in India, per verificare se fosse possibile riportare in vita un tipo di yoga basato sulla risata, le cui prime testimonianze risalgono a cinquemila anni fa. Le reazioni furono così piene di entusiasmo che ataria decise allora di dare vita ad una vera e propria disciplina. Una nuova pratica che riprendeva una tradizione antichissima.
«Con lo yoga della risata uso il ridere come energia terapeutica rigenerante per il corpo e per lo spirito», dice Kataria. «Esistono due tipi di risate: una esterna che ha il bisogno di stimoli esterni per venire fuori, e una interna, che ognuno di noi porta sempre dentro di sé e che solo noi possiamo gestire e risvegliare. La mia tecnica vuole essere un aiuto per sprigionare la risata interna che è dentro di noi».
È così che è nato, anzi è rinato, lo Hasya Yoga, in altre parole lo yoga della risata...
La versione completa dell'articolo con approfondimenti, informazioni e consigli utili, è disponibile nel numero di Gennaio 2009 di Terra Nuova.
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