Ha scritto dunque all’Arpa del Piemonte, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, chiedendo informazioni in proposito, sapendo che tale sostanza viene considerata tossica. L’8 ottobre 2008 l’Arpa ha risposto, nella persona del dottor Giovanni Teppa, fornendo informazioni interessanti.
Ecco la risposta.
“Il limite per il Cr VI+ - cromo esavalente - risale al 1955, inteso come somma totale di Cr III - cromo trivalente - e Cr VI (ma secondo l'attuale legge puo' essere anche tutto esavalente), ed e' di 50 microgrammi/litro sia nelle acque potabili, sia nelle acque minerali.
Oggi vi sono tuttavia evidenze che questi valori potrebbero essere troppo elevati. Studi recenti (2007) del National Toxicological Program degli USA hanno messo in evidenza effetti cancerogeni del Cr VI+ per via orale a dosi più basse di quelle ritenute sicure in passato e questo dotrebbe portare a breve ad un nuovo limite da parte OMS, più restrittivo di quello attuale e specifico per il Cr VI+.
Il decreto legislativo 152/2007 fissa ad esempio per le acque di scarico industriale a scopo irriguo un limite di Cr VI+ di 5 microgrammi/litro, con la bella conseguenza che l’acqua minerale in questione, se fosse uno scarico industriale, supererebbe i limiti di legge per l’uso irriguo, mentre rispetta i limiti per la potabilità. E' proprio a causa di queste incongurenze normative che la Regione Piemonte - con la collaborazione di Arpa Piemonte - ha presentato richiesta formale al Ministero di revisione dei limiti e di richiesta formale al Governo Italiano perchè rivolga all'EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) una richiesta di valutazione del rischio e indicazione di limiti massimi accettabili negli alimenti e nelle acque.
Sicuramente il Cr VI+ non ha nessuna proprietà terapeutica. Piccole quantità di Cr sono indispensabili per l'organismo ma vengono assunte in quantità sufficiente con gli alimenti (soprattutto vegetali) senza bisogno di assumerne la forma esavalente (che è la forma più pericolosa perchè reattiva e fortemente ossidante e cancerogena per inalazione) con l'acqua minerale. La presenza di CromoVI, nelle acque (omissis) è intorno a 20 ug/l costante.
I controlli sono effettuati regolarmente sia sulle sorgenti (4 volte/anno) e sulle confezioni imbottigliate (circa 1 volta al mese) come indicato dalla Circolare Ministero Sanità n.19 del 1992.
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