Un secolo fa gli antibiotici ancora non esistevano, e malattie gravi come la tubercolosi, la difterite e il tetano mietevano moltissime vittime, ma anche le infezioni più banali non erano da meno. Poi, intorno agli anni ’40, sono finalmente arrivati gli antibiotici. Da allora, il decorso postoperatorio è più tranquillo, le infezioni fanno meno paura, operazioni come i trapianti di organi sono state rese possibili. Pian piano gli antibiotici sono entrati nel nostro quotidiano e, agli occhi di molti, sono apparsi quali comuni farmaci e non quello che sono in realtà: rimedi potenti a cui ricorrere in situazioni ben precise. Così, gradualmente la lotta ai batteri ha cominciato a perdere di efficacia e, nel giro di una cinquantina di anni, i nemici hanno ripreso a guadagnare terreno. E da più parti giunge un grido di allarme.
Il primo avvertimento l’ha lanciato dieci anni fa l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), mentre l’ultimo in ordine di tempo è arrivato il 18 novembre scorso, giornata europea degli antibiotici, indetta dall’Oms e dall’European centre for disease prevention and control (Ecdc). Nessuno nega l’importanza degli antibiotici. Sotto accusa è piuttosto l’abuso che se ne sta facendo e il rischio che ne consegue: rendere molto più resistenti i batteri.
Lo affermano le istituzioni pubbliche, lo ribadiscono riviste specializzate come The Lancet e il British Medical Journal, lo dichiarano medici e ricercatori...
Nell'articolo consigli e suggeriementi su:
>> Come rafforzare le difese immunitarie a tavola.
>> L'importante ruolo che svolge l'intestino.
>> I preziosi alleati in cucina.
>> Una dieta variegata.
>> Non devono mancare: vitamine, sali minerali, flavonoidi, antiossidanti.
>> Altri rimedi: infusi, decotti, tinture madri, oli essenziali.
La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Gennaio 2009 di Terra Nuova.
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