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Obama e il diritto all’acqua
01/01/2009 - C.B.
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In America sono 36 gli stati che dovranno fare fronte nei prossimi dieci anni ad una grave crisi idrica: quali saranno i provvedimenti del nuovo presidente Usa?

L’oro blu scarseggia ormai dovunque; il problema degli approvvigionamenti e della privatizzazione dell’acqua è entrato persino, seppur molto timidamente, nel programma dei candidati americani alla presidenza. Barak Obama, il nuovo presidente scelto dagli elettori degli Stati Uniti, ha trattato l’argomento annunciando quali saranno le sue mosse e i consumatori stanno dunque attendendo (fonte: Alternet). Comunque, malgrado la gravità delle problematiche, fino ad ora non c’è stato nemmeno in Usa un approfondito dibattito pubblico.

Lo spettro della crisi idrica In America sono trentasei gli stati americani che dovranno fare fronte nei prossimi dieci anni ad una grave crisi idrica, con alcuni stati dell’Ovest come la California, il New Mexico, l’Arizona e il Nevada già in piena crisi. L’anno scorso gli stati del Sud Est, inclusa la zona di Atlanta, hanno affrontato una quasi totale mancanza di acqua potabile.
È dunque necessario ridurre i consumi di acqua e cominciare ad adottare delle pratiche di risparmio nelle case, così come nel settore agricolo e nell’industria. È necessaria poi l’adozione di una normativa che tuteli l’acqua dall’inquinamento e dal suo eccessivo sfruttamento.

Obama ha sostenuto la necessità di adottare provvedimenti che assicurino una gestione efficiente ed equa del servizio idrico. È favorevole ad una strategia nazionale di conservazione della risorsa idrica, coordinata con gli stati federali e i vari municipi. Sta realizzando un piano che prevede delle misure che incoraggino le comunità a sviluppare delle barriere volontarie lungo i corsi d’acqua e i laghi, dei sistemi di trattamento delle acque di scarico ed altre misure. Ha annunciato che lavorerà per sviluppare tecnologie che consentano il risparmio dell’acqua ed il suo uso efficiente, e per rimuovere quegli ostacoli istituzionali che impediscono la collaborazione e la cooperazione tra gli stati federali, governo centrale e organizzazioni private....


La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Gennaio 2009 di Terra Nuova.

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