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Sono 963 milioni le persone che soffrono la fame
30/12/2008 - C.B.
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(2298 letture)
Sale a 963 milioni il numero di persone che soffrono la fame, 40 milioni più di prima, secondo la Fao. E' ora di adottare stili di vita più etici.

Come puo' accadere questo, se i nostri leader internazionali sono cosi' impegnati nel difendere i valori universali? Nel dicembre 2008 le Nazioni Unite hanno celebrato il 60esimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani, e si e' svolta in Polonia la "Conferenza ONU sui cambiamenti climatici". Solo nel settembre 2008, i rappresentanti dei governi di tutto il mondo hanno discusso gli Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo con l'intento di contrastare "la terribile poverta', fame e malattie che colpiscono miliardi di persone". L'anno scorso il Programma per l'Alimentazione Mondiale (WFP) ha dato assistenza a 86,1 milioni di persone in 80 paesi.

Eppure, il problema della fame nel mondo sta esplodendo. Quasi un miliardo di persone oggi ne soffrono, anche se le proteine vegetali date agli animali d'allevamento negli Stati Uniti potrebbero, da sole, nutrire tutte queste persone, e molte di piu'.

Uno scenario ben triste

Senza un radicale cambiamento di rotta, il futuro si prospetta buio: la FAO prevede che la domanda di cibo raddoppiera' entro il 2050, a causa del crescente consumo di carne e latticini, perfino il WWF avverte che sarebbero necessari "due pianeti" per sostenere l'attuale stile di vita, e solo pochissimi paesi non superano la propria "biocapacita'".

Ci saranno dunque sofferenze ancora maggiori, se non smettiamo di vivere al di sopra dei nostri mezzi. Quel che potrebbe accadere, e che in parte gia' sta accadendo, e' un nuovo tipo di colonialismo, in cui i paesi ricchi soddisfano le proprie richieste di carne e biocombustibili sfruttando le regioni piu' povere dall'altra parte del mondo, causando poverta' e fame nelle popolazioni locali, e inquinando il loro suolo, l'acqua, l'aria.

La scelta vegetariana contro l'eco-collasso

Il problema della fame nel mondo non e' una calamita' naturale, perche', in questo momento, la Terra e' ancora in grado di nutrire tutti. Un'agricoltura gestita saggiamente dovrebbe almeno assicurare questo status quo. Ma non e' abbastanza.

Le "soluzioni" discutibili e obsolete che la FAO prende in considerazione - la clonazione, l'ingegneria genetica, l'uso ancora maggiore di fertilizzanti, ecc. - sono ovviamente inadatte per superare le nuove sfide. Serve un modo nuovo di considerare la situazione, basato sulla realizzabilita', sostenibilita', e sulla giustizia. La distruzione ambientale causata dall'industria della carne deve essere affrontata e fermata.

Il direttore dell'IPCC: "Non mangiate carne"

In una conferenza a Parigi dello scorso gennaio, lo scienziato indiano Rajendra Pachauri ha sottolineato "l'importanza di cambiare stile di vita". E' ormai tempo per il Dr. Diouf della FAO e i suoi scienziati di ascoltare il loro collega Dr. Pachauri dell'IPCC (il Panel Intergovernativo dell'ONU sui Cambiamenti Climatici), premio Nobel per la pace.

La scelta vegetariana e' una via verso un futuro piu' umano: aiuta chi soffre la fame. Aiuta l'ambiente. Aiuta tutti noi.

Sono in corso due petizioni, una mondiale e un'altra europea, su questo argomento, che tutti possono firmare on-line:

"Cibo contro mangime"

"Abolizione del sostegno economico all'allevamento e alla pesca da parte dell'Unione Europea"

Fonte: Nutrition Ecology

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