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Acque contaminate con erbicidi
21/12/2008 - gab
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Il monitoraggio delle falde acquifere italiane ci mostra una contaminazione diffusa e crescente delle acque sottorranee e di superficie. Oltre 300 tipi di sostanze diverse per un totale di 150 mila tonnellate all'anno, tra cui compaiono soprattutto gli erbicidi, particolarmente nelle zone agricole della pianura padana. Rinvenuta anche atrazina, da tempo fuori commercio...
Sono circa 130 i pesticidi diversi trovati e nel 36,6% dei casi, le concentrazioni superano i limiti di legge delle acque potabili. Questi i dati contenuti nel dossier ''Residui di prodotti fitosanitari nelle acque-Rapporto annuale, dati 2006'' realizzato dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e reso noto in questi giorni. 

I risultati del monitoraggio, quindi, ''confermano e rendono piùevidente uno stato di contaminazione gia' rilevato negli anni precedenti''. Per alcune sostanze, la contaminazione è molto diffusa e interessa sia le acque superficiali, sia quelle sotterranee di diverse regioni ''e prefigura la necessità di interventi di mitigazione dell'impatto''.

In particolare, in Italia si impiegano circa 300 tipi di sostanze diverse, per un quantitativo complessivo di circa 150.000 tonnellate all'anno. I dati relativi al 2006 mostrano una contaminazione diffusa nelle acque superficiali, dove e' stata riscontrata nel 57,3% dei 1.123 punti di monitoraggio, nel 36,6% dei casi con concentrazioni superiori ai limiti previsti dalla legge per le acque potabili. Nelle acque sotterranee, invece, sono risultati contaminati a diverso grado il 31,5% dei 2.280 punti totali di rilevamento, con il superamento dei limiti di potabilita' nel 10,3% dei casi.

Inoltre, rileva il rapporto Ispra, nelle acque si ritrovano tutte le tipologie di sostanze, ma gli erbicidi sono quelle piu' comunemente rinvenute.

La contaminazione e' diffusa in tutta l'area padano-veneta ed evidenziata anche in alcune regioni del centro-sud: e' stata trovata nel 51,0% dei punti di campionamento delle acque superficiali e nel 15,8% di quelli delle acque sotterranee indagate''.

Da segnalare ancora ''la presenza diffusa di atrazina, sostanza ormai da lungo tempo fuori commercio. Senza poter escludere casi di uso illegale, i dati e le valutazioni effettuate - rileva l'Ispra - dimostrano che quello misurato e' essenzialmente il residuo di una contaminazione storica, dovuta al forte utilizzo della sostanza nel passato''. Nel mirino dei rilievi anche le miscele di sostanze diverse. ''La loro presenza nei campioni analizzati (sono state rilevate fino a 18 sostanze diverse nelle acque superficiali e fino a 8 in quelle sotterranee) - afferma l'Ispra - e le lacune conoscitive sui possibili effetti cumulativi che possono derivarne impongono una particolare cautela anche verso i livelli di contaminazione più bassa''.

Fonte: Ansa


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