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Bonus energia: il governo ci ripensa
17/12/2008 - gab
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(2438 letture)
Dopo le proteste di migliaia di cittadini impegnati a riqualificare i consumi energetici a casa propria, il governo sembra che voglia riabilitare le detrazioni in forma ridotta...

Cambio di rotta sul fronte detrazioni fiscali. All'annuncio della cancellazione delle detrazioni del 55% per le ristrutturazioni edilizie con riqualificazione energetica sono seguite migliaia di lettere di protesta da parte di cittadini, partite anche dai lettori del nostro portale.

Il Governo si è trovato costretto a fare marcia indietro con il ministro Tremonti che si è impegnato a rivedere la soppressione integrale dell'agevolazione, con effetto retroattivo, prevista del decreto anticrisi.

Quello che è chiaro è che l'agevolazione non verrà del tutto abolita, ma ridimensionata.  Il bonus energia per le ristrutturazioni edilizie previsto dai commi da 344 a 347 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 non verrà limitato ma dovrebbe scendere al 40-45%. Questa è quantomeno l'ipotesi più probabile anche se la revisione dell'art. 29 del dl 185/2008 potrebbe riservare ulteriori sorprese.

Ricordiamo che con l'art. 29 del Decreto Legge 185/2008 (Meccanismi di controllo per assicurare la trasparenza e l'effettiva copertura delle agevolazioni fiscali), le agevolazioni del 55% vengono:

>> al comma 6 confermate;
>> al comma 7 limitate a 82,7 milioni di euro per l'anno 2009, a 185,9 milioni di euro per l'anno 2010, e 314,8 milioni di euro per l'anno 2011 e subordinate all'assenso da parte dell'Agenzia delle Entrate con la formula del silenzio-rifiuto;
>> al comma 8 viene dato potere all'Agenzia delle Entrate di emanare un provvedimento che definisca il modello da utilizzare per la presentazione dell'istanza;
>> al comma 9 viene applicato il principio della retroattività che ha fatto rivoltare professionisti, imprese e intere famiglie.

Dal vertice della Camera adesso è arrivata non solo la rinuncia alla retroattività, ma anche la cancellazione del principio del silenzio-rifiuto. Ma soprattutto, compatibilmente con i vincoli di bilancio (e su questo punto non sembra che gli italiani manterranno la loro fiducia inalterata dopo i fatti accaduti), l'agevolazione dovrebbe essere ricollocata in una forma più contenuta con percentuali che dovrebbero aggirarsi tra il 40 e il 45%.


Fonte: lavoripubblici.it



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