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Petrolieri in Messico per trivellare la selva
14/12/2008 - C.B.
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Per la prima volta in veste ufficiale, il governo federale ha annunciato che Petroleum Messicanos (Pemex) prossimamente inizierà la perlustrazione e l'estrazione di greggio nella Selva Lacandona, il patrimonio naturale del Chiapas.

Varie conche saranno sfruttate nei prossimi anni. Principalmente le più grandi, che si trovano a Chincontepec (Veracruz), quelle del sud-est (Chiapas) e le acque profonde del Golfo del Messico.
Alla fine del 2009 si inizierà la licitazione per le imprese private interessate al prestito di beni e servizi alla parastatale.

Nella conca del sud-est e cioè nella Selva Lacandona si trovano giacimenti. “Ci sono campi grazie ai quali si potrebbe generare una nuova e imponente produzione di greggio”. E' ciò che sostiene un'analisi della Pemex sulla regione, secondo la quale si stima che per il 2021 si starebbero estranendo intorno ai 500 mila barili al giorno.

La pagina web della Pemex informa che, “considerando lo sviluppo di Chincontepec e le risorse delle conche del sud-est, tra il 2008 e il 2021, si dovranno scavare più di 17 mila pozzi, numero vicino a quelli che ha scavato il Pemex in tutta la sua storia, però in un terzo del tempo".
Dopo il sollevamento del EZLN - Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale - nel 1994, gli indigeni della Selva Lacandona, soprattutto nelle gole di Ocosingo, hanno testimoniato che più o meno nel 1993, e prima, gruppi di prospezione e perlustrazione , a quanto pare stranieri, si erano addentrati nella zona, confermando l'esistenza di giacimenti petroliferi. Seondo le dichiarazioni del governo sono stati allora abbandonati pozzi come quello di Nazareth, vicino all'attuale caracol zapatista di La Garrucha, ed altri più interni, nelle gole.

Lo scorso 11 novembre, i governi del Messico e della Colombia avevano diffuso informazioni sull'intenzione di insediare proprio in Chiapas un impianto per produrre assieme agrocombustibili. In una conferenza assieme al presidente Álvaro Uribe, il presidente Felipe Calderón ha affermato che conta sul fatto che il progetto  darà impulso “alla relazione energetica tra i due paesi”.

Per produrre l'agrocombustibile si utilizzerà un'erba (jatrofa), che secondo la versione del governo non inciderà sulla produzione di alimenti.  Cosa che gli specialisti e gli attivisti ambientalisti mettono in dubbio, poiché queste risorse biologiche entreranno evidentemente in competizione per i terreni, la manodopera e l'acqua. Le monocolture si faranno a “moduli” con un costo approssimativo di un milione di dollari ognuno.
Il governo ha anche palesato l'intenzione di generare l'energia eolica nella zona. L'implementazione di progetti simili nell'istmo di Tehuantepec (Oaxaca) da parte di imprese multinazionali spagnole ha creato problemi ambientali e il rifiuto delle comunità in questa regione.

Fonte: onlus A Sud

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