L’espressione «effetti collaterali» è di per sé ingannevole: dà l’idea di rarità, di incidente inevitabile ma comunque di poco conto, di sfortuna del malcapitato, di piccola percentuale di rischio in confronto ai ben più importanti e notevoli effetti considerati benefici. Sarebbe invece più corretto distinguere tra effetti desiderati e non desiderati di un farmaco, tenendo ben presente che ambedue sono comunque riconducibili ad esso. I primi vengono messi in rilievo e rappresentano il motivo per cui il farmaco viene consigliato, i secondi vengono ovviamente non menzionati da chi decide di somministrarlo.
Riguardo al cortisone e ai suoi derivati, ovvero i cosiddetti cortisonici, è bene sapere che si tratta di sostanze ad azione ormonale prodotte normalmente dall’organismo stesso e, al pari di altri ormoni (esempio insulina, ormone tiroideo), indispensabili per il suo funzionamento. La somministrazione artificiale e impropria di un ormone provoca inevitabilmente un quadro patologico grave. Nel caso dei cortisonici, si determina la patologia nota con il nome di Morbo di Cushing....
Le tabelle presenti nell'articolo sono suddivise per:
>> Farmaci cortisonici ad uso sistemico (compresse, supposte, fiale, cerotti)
>> Farmaci cortisonici ad uso locale utilizzati nell'asma bronchiale (aerosol)
>> Farmaci cortisonici ad uso locale utilizzati nel raffreddore (spray nasale, gocce)
>> Farmaci cortisonici ad uso locale utilizzati in campo dermatologico (pomate, lozioni)
>> Farmaci cortisonici ad uso locale utilizzati negli stati infiammatori dell'occhio (colliri)
>> Farmaci cortisonici ad uso locale in altri distretti del corpo infiammati.
La versione completa dell'articolo è disponibile nel supplemento mensile di medicina naturale "Salute è", che trovate allegato a Terra Nuova Dicembre 2008.
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