Il regolamento CE (834/2007), completato dal Reg. 889/2008 ammette la presenza accidentale di organismi geneticamente modificati nei cibi e nei semi biologici fino allo 0.9%, senza l'obbligo di indicarlo in etichetta.
La rabbia e l'allarme nel mondo del biologico sta crescendo fra operatori e consumatori che tanto hanno creduto, e continuano a credere, in questa scelta per una maggiore tutela della salute e dell'ambiente.
Ma cosa accadrà, praticamente, per il biologico a partire dal 1° gennaio?
«Va chiarito subito che perdura il divieto di impiego di ogm nel biologico» spiega il direttore di Icea, Alessandro Pulga. «La novità del nuovo regolamento è che viene tollerata la presenza di una contaminazione da ogm quando la si può definire accidentale, che comunque non deve superare lo 0,9%».
«Il nuovo provvedimento» aggiunge Roberto Bergamaschi di QC&I, «riguarda tutti i prodotti agricoli vivi o non trasformati, cioè: bovini, equini, suini, ovini, caprini, avicoli e api; i prodotti agricoli trasformati destinati ad essere utilizzati come alimenti; i mangimi; il materiale di propagazione vegetativa e sementi per la coltivazione». «I prodotti potranno riportare in etichetta la dicitura “biologico” solo se almeno il 95% in peso degli ingredienti è da agricoltura biologica, come del resto accadeva con il vecchio regolamento»....
Approfondimenti, interviste e proposte le trovate nella versione completa dell'articolo disponibile nel numero di Dicembre 2008 di Terra Nuova.
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