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Negli Usa altolà al carbone!
26/11/2008 - gab
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In attesa del new deal di Obama per una svolta ecologista del gigante americano, l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente ha deciso di bloccare l'attivazione di nuove centrali a carbone, in attesa di fissare regolamentazioni più ferree per la limitazione delle emissioni. Il carbone è la fonte fossile a più alto impatto ambientale...
Moratoria temporanea su tutte le nuovi centrali a carbone negli USA. L'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (EPA) ha deciso che anche la CO2 prodotta dalle centrali a carbone dovrà essere regolamentata con regole più rigide. La dichiarazione arriva in seguito all'adozione del "Clear Air Act" del maggio 2007 che considera la CO2 un inquinante a tutti gli effetti e blocca, di fatto, il processo autorizzativo per i progetti di nuove centrali a carbone nel Paese. Negli Usa il combustibile fossile è responsabile di circa il 30% delle emissioni totali di gas serra.

L'EPA avrà ora il compito di imporre nuove norme per la realizzazione delle centrali, attraverso l'imposizione delle migliori tecnologie a disposizione (Best Available Control Technology) per limitare le emissioni di CO2. Tutte le centrali a carbone in fase di autorizzazione – un centinaio circa – dovranno attendere le nuove disposizioni che arriveranno in un tempo compreso tra sei mesi e un anno. Per ora nessun nuovo impianto può entrare in funzione.

Greenpeace plaude l'iniziativa e crede che la decisione dia l'opportunità alla nuova amministrazione Obama di imporre stringenti standard per le emissioni di CO2 nella produzione di energia elettrica.

È ancora presto per dire quali tecnologie verranno prese in considerazione dall'EPA. Tra queste vi è la possibilità di introdurre standard di efficienza, obbligo di co-generazione per la produzione di elettricità e calore, o anche co-combustione di biomasse. Sembra improbabile che verrà introdotto l'obbligo di dotare gli impianti con tecniche di "cattura e stoccaggio della CO2" (CCS), visto che la tecnologia per impianti industriali non sarà disponibile almeno per i prossimi 15 anni.

La decisione ha congelato l'industria del carbone americana, almeno nel breve termine. Un rimedio efficace per la "febbre" del Pianeta!

Fonte: Greenpeace



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