Per quanto riguarda, ad esempio, la Lombardia, "sono previste ben 8 nuove strade, per un totale di 635,8 chilometri. Il totale diventa di 26.703.600 mq di territorio da consumare, pari a 2.670,3 ettari di suolo agricolo da occupare". Sempre relativamente alla Lombardia, Damiano di Simine, presidente regionale di Legambiente ha spiegato: "E' particolarmente preoccupante la situazione delle province del sud della Regione dove la cementificazione procede nonostante si tratti di territori a vocazione agricola. In questi anni si è costruito molto più di quanto necessario". In quanto al ruolo delle istituzioni e degli enti locali, un grosso problema è stato ravvisato nella rilevanza, per le finanze dei Comuni, degli oneri d'urbanizzazione. "Fino a quando - è stato spiegato - le nuove edificazioni continueranno a rappresentare per i comuni la principale fonte d'autofinanziamento, ciò determinerà una spinta formidabile al consumo di suolo. E' necessario creare un vero, largo mercato di case in affitto a prezzi socialmente accessibili". L'Europarlamentare Monica Frassoni, parlando della cementificazione delle zone turistiche, in particolare dei laghi di Garda e Iseo, ha sottolineato come "il problema non sia più ormai quello delle seconde case, ma degli insediamenti produttivi, sempre più presenti e spesso inutilizzati".