Il Cisa afferma di temere che il mandato originario della Fao, combattere la fame e lap overtà attraverso il miglioramento delle condizioni socio-economiche dei paesi rurali, possa essere ridotto o eluso, a causa dell’azione dei maggiori paesi finanziatori, come Australia, Canada, Germania, Giappone e Stati Uniti. L’interesse di questi paesi, secondo il Cisa, è quello di limitare la FAO al semplice ruolo di regolatore delle norme internazionali e di limitare il suo impegno nella lotta alla povertà e alla fame, questo lascerebbe ampio spazio di azione agli stati donatori di fondi , per divenire più influenti. Inoltre si teme un nuovo modello di governance, una specie di club dei paesi donatori, in cui il rischio è che i fondi rimangano al suo interno e il cui potere decisionale sovvertirebbe il carattere democratico che ha sempre contraddistinto l’operato della FAO. Sono questi i motivi che spingono il Cisa a chiedere l’intervento del Ministro, affinché il Governo riaffermi la missione originaria della Fao e il principio democratico della sua organizzazione, mediante l’impegno formale a ristabilire una priorità del finanziamento destinato al bilancio ordinario della Fao; a mantenere la Fao in uno spazio neutrale in cui i governi possano stabilire le linee direttive per la politica agricola e alimentare; a confermare il ruolo della Fao come un organismo di ascolto e di elaborazione, in cui possano convergere i contributi di associazioni, Ong e movimenti sociali.
Fonte: Focsiv