La maggior parte delle prescrizioni riguarda bronchiti, faringiti, tonsilliti e influenze "nonostante nella maggior parte di queste affezioni- spiega il ministero del Welfare- a prevalente eziologia virale, l'uso degli antibiotici non sia raccomandato". Infatti, secondo un sondaggio svolto dall'Istituto superiore della Sanità, il 44% di chi assume questi farmaci lo fa in modo scorretto. Il 29% ha preso un antibiotico per curare l'influenza e il 14% per guarire dai raffreddori, ma inutilmente. E' dunque allarme: consumi eccessivi e inappropriati contribuiscono allo sviluppo dell'antibioticoresistenza, il fenomeno col quale i batteri mutano geneticamente e diventano indifferenti al farmaco. L'Italia è uno dei Paesi europei con il più alto consumo di antibiotici. Peggio di noi solo Francia, Grecia e Cipro. Gli antibiotici sono al quinto posto come spesa nella classifica dei farmaci. Le regioni con consumi al di sopra della media nazionale sono al Centro e al Sud. La resistenza a questi farmaci è diventata un problema e lo dimostra anche il caso della tubercolosi. Alcuni germi patogeni importanti hanno già sviluppato livelli di antibioticoresistenza che arrivano anche al 90% e alcuni ceppi sono divenuti resistenti a tutti gli antibiotici disponibili.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità