La Corte d'Appello di Firenze ha deciso per la disapplicazione di due decreti del ministero della Salute (uno del 6 ottobre 2006 e l'altro del 3 aprile 2008) che invece vietavano il pagamento dell'indennità di invalidità da vaccino laddove i beneficiari non
rinunciassero ad altri emolumenti ottenuti con cause vinte contro lo Stato. Con questa decisione la Corte d'Appello ha riformato una sentenza di primo grado del giudice del lavoro del tribunale di Firenze. La sentenza è stata emessa in merito al ricorso presentato da un padre di Firenze che da 40 anni segue il figlio cerebroleso dopo una vaccinazione. Il genitore, assistito dall'avvocato Marcello Stanca, aveva perfino minacciato di restituire il titolo di cavaliere del lavoro al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano se non fosse stato riconosciuto il diritto a percepire tutti gli emolumenti necessari, è stato spiegato, a coprire i costi dell'assistenza sanitaria. La questione, secondo Stanca, riguarda tutti i 500 danneggiati da vaccino in Italia che hanno ottenuto sentenze favorevoli sulla rivalutazione dell'indennità mensile (per un
aumento di circa 100 euro) e ai quali il ministero ha chiesto di rinunciare per ottenere il vitalizio mensile (circa 3.000 euro al mese).