Secondo Günter Lang, il direttore commerciale dell'Istituto IG Passivhaus austriaco, dal 2011 la casa passiva diventerà lo standard generale costruttivo, così come richiede con urgenza il Parlamento Europeo. Sogni? Illusioni? Chi abita in una casa passiva, di certo, non si deve più preoccupare dei problemi e dei costi legati all'approvvigionamento energetico. Nel 2009 a Vienna intanto su quattro nuovi edifici costruiti, uno segue i criteri della casa passiva (classe A+). E noi stiamo a guardare?
Nel nostro Paese potremmo raggiungere dei parametri di eccellenza (classe A+) con sforzi progettuali inferiori rispetto ai Paesi del Nord Europa, dove questa modalità costruttiva ha molto successo. La casa passiva ha un fabbisogno annuale di riscaldamento talmente ridotto da permettere di rinunciare ad un sistema di riscaldamento tradizionale. L’involucro deve essere necessariamente coibentato a regola d’arte e privo di ponti termici, con ampie vetrate a sud, e l’edificio generalmente viene dotato di un sistema di ventilazione controllata con recupero di calore.
Il problema dell’energia in effetti è più serio di quanto generalmente si immagini. A livello politico non ci si rende mai abbastanza conto che i consumi energetici per uso civile sono responsabili del 40% dei consumi totali e delle conseguenti emissioni inquinanti. Il primo passo che si impone sarebbe dunque quello di intervenire sulla casa.
Fonte: www.paea.it