Se attratti dalla sua bellezza ci avviciniamo, quasi subito, per toccare i suoi fiori, ne siamo respinti. I fiori, infatti, sono protetti da una fitta schiera di piccoli aculei uncinati, tanti piccoli artigli che se ci avviciniamo ancora, si attaccano saldamente alle nostre vesti, o alla pelliccia degli animali. Così la bardana diffonde il suo seme.
Per le caratteristiche irsute ed un po’ artigliate dei suoi capolini i botanici hanno chiamato questa pianta «arctium lappa», un nome che deriva dal greco e che allude agli artigli dell’orso. È un nome che rende giustizia solo in parte all’aspetto di questa pianta.
La bardana è una pianta erbacea imponente, il suo fusto può raggiungere anche un metro e ottanta in altezza, le sue grandi foglie verdi in superficie e più chiare e vellutate nella pagina inferiore ci comunicano qualcosa di femminile, di accogliente.
Non a caso nella tradizione alchemica e dell’antica erboristeria la bardana cade sotto il matronato di Venere, dea non solo della bellezza ma soprattutto dell’equilibrio di cui la bellezza è figlia.
All’equinozio di autunno, sotto il segno della Bilancia governato da Venere, tutto è per un attimo in perfetto equilibrio: il giorno e la notte, il caldo e il freddo, l’umido e il secco. Il verde delle foglie comincia allora a rivelare l’arcobaleno di colori di cui è punto mediano d’armonioso incontro, punto di equilibrio.
«La Bilancia equinoziale, autunnale, spetta alle reni»: così dicevano gli alchimisti. I reni sono gli organi deputati all’equilibrio nel corpo di acido e basico, svolgono funzioni fondamentali all’equilibrio del nostro PH. Drenano via tossine dal nostro organismo, ne regolano il ricambio. Queste funzioni regolative sono stimolate egregiamente dalla bardana grazie alle sue virtù depurative e diuretiche. Il riequilibrio delle attività epatiche e renali si riflette allora anche sulla pelle, un altro degli organi emuntori attraverso i quali ci liberiamo delle tossine. Per questa ragione la Bardana è famosa da sempre come rimedio per le affezioni della pelle ed anche come cosmetico, capace di restituire un splendore venusiano a pelli «sporche», troppo grasse, pustolose, acneiche.
- Scheda sintetica: Bardana (Arctium lappa)
Famiglia: Composite
Simbologia planetaria: Venere
Parti utili: la radice
Principali costituenti: inulina, mucillagini, olio essenziale, tannino, glicosidi amari, vitamine del gruppo B, potassio, magnesio, calcio, un principio antibiotico.
Proprietà medicamentose: diuretiche, depurative, antireumatiche, coleretiche, ipoglicemizzanti, antisettiche, eudermiche e cosmetiche.
Impiego terapeutico: litiasi urinaria, dermatosi, eczemi, acne, foruncolosi, diabete, gotta, reumatismi, artriti, disbiosi intestinale.
- Come si usa
>> Decotto. Bollire per circa 10 minuti 20-25 grammi di radice preferibilmente fresca in mezzo litro d’acqua, lasciare a riposo per 10 minuti. Tre tazze al dì lontano dai pasti. A questo trattamento interno può anche esserne affiancato uno esterno da effettuare col medesimo decotto potenziato (30 grammi di radice) attraverso lavaggi della pelle, impacchi, compresse.
>> Tintura madre. 50 gocce in un po’ d’acqua 3 volte al dì.
- Controindicazioni
Da evitare in gravidanza.