«…Durante l’ultimo giorno di una vacanza turbolenta e feroce, passata a correre, a stare con i figli che non volevano essere lì, mi sono concesso un ultimo tuffo nel mare e uno scoglio marino, improvviso e inaspettato, mi ha fermato, facendo rallentare la mia corsa. Per mesi sono stato fermo in ospedale e ho rischiato la paralisi. La mia life coach, Ella, poi diventata mia moglie, mi disse che quello scoglio era un segnale che dovevo rallentare. E così ho cominciato a rivedere la mia vita, a ripensarla in un’ottica diversa.
Ho iniziato a vivere con lentezza.
Assieme ad altri amici ci incontravamo in una casa in collina, seguendo i ritmi naturali. Ed è da questi incontri che è nata l’idea dell’associazione L’arte di vivere con lentezza e poi del sito internet www.vivereconlentezza.it.
Il 19 febbraio 2007 abbiamo organizzato la prima Giornata mondiale della lentezza, dedicata a quanti hanno la necessità di rallentare. In varie città d’Italia, ognuno ha espresso la sua lentezza: letture, degustazioni e passeggiate lente, camminate a dorso d’asino, gare ciclistiche e maratone lente, ricerca e cattura di nuvole con la macchina fotografica, vogata lenta sul fiume».....
Bruno racconta con entusiasmo la svolta della sua vita e la prima azione fatta per rallentare.
«Non interruppi una vacanza. Mi telefonarono quando Telecom Italia fu acquistata dalla Pirelli. Fu indetta una riunione a cui tutti si presentarono, alcuni rinunciando anche alle vacanze. Chiesi se era necessaria la mia presenza e mi fu risposto di no, anche se per tutti gli altri era implicito il dover esserci. Decisi di continuare la mia vacanza. Nonostante ciò, fui l’unico a essere riconfermato nella mia posizione e successivamente promosso».....
La versione completa dell'intervista è disponibile sul numero di Novembre 2008 di Terra Nuova.
Lettura consigliata:
>> Vivere con lentezza
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